Descrizione e cenni storici
Le notizie storiche riguardanti questo edificio non sono molte: il primo documento è del 6-3-1848 e riguarda la preesistente casa settecentesca. Al documento è allegato un disegno dell’edificio in cui si nota la presenza di un giardino a forma di “ L ”. Il secondo documento è quello che rivela il motivo per cui la casa, che apparteneva originariamente ai De Santis è definita ora Casa Bossi. Dopo l’intervento di Antonelli si ebbe anche, nel 1935, la costruzione dell’edificio a nord che coprì la facciata laterale di palazzo Bossi, in quella occasione vennero aggiunti i balconi di raccordo. Alla morte di Ettore Bossi, avvenuta il 10-2-1951, la casa passò al Civico Istituto Dominioni (proprietario attuale).
L’edificio, destinato in seguito ad ospitare famiglie in affitto, è orientato obliquamente rispetto all’asse viario ed è disposto su quattro piani. Il piano terra è intervallato da semi-pilastri appiattiti (lesene) e dalle porte affiancate da elementi verticali. Il piano terra è inoltre separato dal primo piano da una grossa fascia decorata con formelle quadrangolari e da un cornicione. Le altezze dei piani rimangono sempre uguali.
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Il piano primo è detto “ piano nobile ” perché occupa la posizione più comoda e più significativa di tutto l’edificio ed è interessato da quattro balconi protetti da una balaustra a snelle colonnine.La parte centrale della facciata è conclusa, nella parte superiore da una serie di colonne (pronao) e da una forma triangolare (timpano). Internamente gli ambienti sono suddivisi in modo da dare origine agli appartamenti destinati all’affitto separati da due tipi scale: una scala principale, ampia e maestosa, per i transiti di rappresentanza e, una più piccola di servizio. Questa scala di servizio all’esterno non si vede ma è molto funzionale perché è centrale, da essa dipendono tutti i servizi, ed è collegata con la cantina e con il sottotetto. |
Antonelli utilizzò spesso elementi architettonici tipici dei tempi antichi, per esempio il pronao ed il timpano. Questo perché alla fine del sec. XVIll si diffuse un interesse molto accentuato per gli elementi ed i caratteri dell’arte antica greca e romana, che vennero studiati, analizzati e reinterpretati dagli architetti e dagli artisti nelle nuove opere e nei nuovi edifici. Una delle “ necessità ” degli edifici per abitazione era quello di organizzare gli spazi interni in modo uniforme, distribuendoli secondo le esigenze dei committenti. Per questo architetto ogni costruzione aveva alcuni elementi caratteristici ed unici che si dovevano però inserire perfettamente nel quadro urbanistico generale della città o della zona dove essa era ubicata. In questo caso il rapporto della casa con la città avviene attraverso il giardino e l’imponente facciata ovest, molto uniforme e omogenea, che si presenta come “ quinta teatrale ” a chiusura della via Pier Lombardo.
| Incontro con l'arch. Bordino |