CASA BOSSI
UN MERAVIGLIOSO EDIFICIO ANTONELLIANO IN ROVINA
parte prima (ante convegno 27-06-2000)
ASTREA, appurato che lo storico edificio costruito dall'architetto Alessandro Antonelli era in grave stato di conservazione e che le diverse iniziative politiche fino ad allora erano state solo delle intenzioni senza alcun fatto concreto, in data 13 marzo 1997 ha pubblicamente dichiarato l'intenzione di adottare Casa Bossi con un articolo pubblicato dal Corriere di Novara:

L'architetto Gregotti, intervistato da La Stampa, in data 10/03/89 ha dichiarato: "E' inconcepibile che Novara abbia abbandonato in questo modo uno dei suoi palazzi più belli: occorre recuperarlo a tutti i costi, magari anche così com'è, ma bisogna che la città si prenda a cuore la fine di questo scempio"
Sebastiano Vassalli in "Cuore di pietra", edizioni Einaudi, romanzo la cui protagonista è casa Bossi, termina la sua opera con le seguenti parole" La grande casa sui bastioni è sempre là, che guarda la pianura e le montagne lontane con le orbite vuote delle sue finestre, e attende non si sa che cosa. (Nessuno al mondo sa che farne). Nelle notti di luna, capita a volte di vedere un'ombra spostarsi da un salone rovinato ad un altro, da un sottotetto sfondato a un altro sottotetto sfondato. E' un uccello notturno; ma c'è chi dice che sia l'architetto...
CASA BOSSI - un edificio antonelliano a Novara (pubblicazione dell'architetto novarese Franco Bordino uno dei maggiori esperti delle opere di Antonelli) 1984.
Adottare un monumento come Casa Bossi significa chiedere ed ottenere tutte
le informazioni in possesso della amministrazione comunale di Novara sull'argomento e, nel
pieno rispetto dello statuto di ASTREA, renderle di dominio pubblico. Troppo spesso ai
Cittadini è in pratica impedito conoscere come vengono effettivamente spesi i propri
denari se non tramite le notizie divulgate dalle amministrazioni e quindi evidentemente di
parte. Anche l'amministrazione più seria e corretta può infatti cadere nell'errore di
non essere sufficientemente trasparente. ASTREA, tramite i propri tecnici, intende
effettuare una puntuale verifica di tutti gli atti e le procedure che l'amministrazione
comunale di Novara attuerà al fine di salvare uno dei più belli monumenti novaresi.
Il nostro intervento del 13/03/97 segue di pochi giorni la delibera
Consiglio Regionale del Piemonte del 19/02/97 con la quale viene stanziato un miliardo
quale contributo per la ristrutturazione di casa Bossi. L'amministrazione comunale,
tramite una delibera di Giunta Comunale del 10/03/97
assume una posizione di netto contrasto in pratica rifiutando il contributo della Regione
Piemonte preferendo invece indire una gara per l'affidamento dell'immobile a privati.
ASTREA, convinta che l'edificio deve rimanere a disposizione dei Cittadini novaresi, in data 10/06/97, invia una lettera al Sindaco ricordando
che mancano solo 180 giorni prima di perdere il finanziamento dalla Regione; replica poi
con un comunicato stampa in data 30/06/97 con il quale
pone fra l'altro l'attenzione al bicentenario della nascita dell'Antonelli che cade nel
1998.
Al fine di ottenere appoggio da chi è certamente favorevole alla salvaguardia dello
storico edificio dai contenuti architettonici unici, ASTREA il 28/08/97 invia una lettera all'architetto Gregotti.
L'azione prosegue con una lettera di ASTREA al Sindaco del
04/09/97 alla quale fa seguito la risposta
dell'assessore Cardinali in data 12/09/97.
In data 13 Settembre 1997 il Consiglio Comunale alla
unanimità approva il progetto preliminare di rifacimento del tetto di casa Bossi
usufruendo della somma di lire 1.000.000.000 stanziato dalla Regione Piemonte.
Esattamente quanto ASTREA da mesi stava chiedendo.
La nostra associazione naturalmente continua nella sua opera di tutela dell'edificio
adottato verificando tutte le fasi dell'intervento che sarà quindi reso trasparente a
tutti i Cittadini novaresi. Passano 4 mesi e nulla pare muoversi, pertanto ASTREA il 27/01/98 chiede di poter prendere visione della
pratica "casa Bossi" e di tutti i suoi allegati. I tempi burocratici e -
riteniamo - anche una certa lentezza dell'ufficio competente, fanno più volte spazientire
il nostro presidente che a volte deve sopperire a difetti di comunicazione fra diversi
uffici mediante interventi energici. Quanto segue è una descrizione dettagliata di parte
della documentazione reperita nella pratica edilizia inerente l'edificio antonelliano:
Il 20/10/97 la Regione Piemonte comunica al
Sindaco di Novara che il progetto inviato dal Comune (a seguito della delibera di C.C.)
corrisponde a quanto richiesto e pertanto verrà assunto uno specifico procedimento di
contributo.
Si tratta ora di nominare il Coordinatore della Sicurezza per la progettazione ai sensi
della L. 494/96. Pertanto il Sindaco in data 3/11/97 sottoscrive
un apposito provvedimento a seguito del quale L'Assessore ai LL.PP. avv. Fernando
Cardinali ed il coordinatore Unico LL.PP., nonché Capo Area al LL.PP., nonché Capo
Servizio Progettazione e D.L. arch. Roberto Guasco, sottoscrivono il 7/11/97 un bando di concorso per la nomina del Coordinatore della
Sicurezza. Esso viene inviato con apposita lettera di
accompagnamento agli ordini professionali novaresi degli Architetti, Ingegneri,
Geometri e Periti industriali. Il termine ultimo per la presentazione dei curricula è
fissato per il giorno 11/12/97. Dopo oltre 50 giorni da detto termine, in data
03/02/98 il Coordinatore Unico dei LL. PP. comunica
all'assessore ai LL. PP. di aver scelto, fra 12 richiedenti lo studio professionale al
quale affidare l'incarico di coordinatore delle sicurezza, basandosi sulla analisi dei
curricula visionati: lo Studio Tecnico Alfa che in data
02/12/97 aveva presentato regolare domanda.
Nel frattempo il Servizio di Progettazione Fabbricati del Comune di Novara, avuto
l'incarico a seguito della delibera del C.C. del 13/09/97, in data 06/04/98 da luce al
Progetto Definitivo (ai sensi della Legge 216/95), approvato dalla Giunta Comunale con delibera 597 del 20/05/98. ASTREA ha analizzato
attentamente tale elaborato, che ha avuto una gravidanza di ben 6 mesi; esso si compone di
disegni ed elaborati vari e precisamente:
1 -
relazione
2
- capitolato speciale d'appalto con descrizione lavori ed elenco prezzi
3 - computo metrico
4
- tavole di progetto
.La relazione allegata al progetto è così composta:
- pagine 28
- fotografie 26
- relazione completamente copiata (senza citarne la fonte e senza autorizzazione) da
quella che ASTREA fin dal gennaio 1997 ha pubblicato sul
proprio sito, previa autorizzazione dell'autore
architetto Franco Bordino che l'aveva inserita in una sua pubblicazione del 1984.
- 7 righe di conclusioni
- 65 righe di progetto
- una pianta del piano terreno
- un "particolare capriata in legno" del tipo di quelli che si trovano su tutti
i manuali tecnici
- una pianta del piano terzo
- una seconda pianta del piano terzo in scala minore posta 11 pagine oltre
- una "sezione" di un tetto in coppi del tipo di quelli che si trovano su tutti
i manuali tecnici
- una sezione del fabbricato pressoché identica a quella a pag. 23 della pubblicazione
dell'architetto Bordino, (quando un tecnico sceglie il punto ove effettuare una sezione
difficilmente la esegue esattamente ove altri tecnici l'hanno già eseguita)
- il quadro finanziario identico a quello allegato alla delibera del Consiglio Comunale
del 13/09/97
La trasparenza che per ASTREA è uno degli scopi della propria esistenza può quindi
essere utilizzata dal lettore che vuole verificare se quanto qui sopra affermato
corrisponde a verità; è infatti facilmente confrontabile
la relazione allegata al progetto definitivo con la pubblicazione
di Bordino al fine di verificarne la copiatura; è altresì possibile farsi una
propria valutazione esaminando attentamente tutto il progetto stesso. (nota il progetto
preliminare presentato al C.C. consta di 11 pagine e contiene gli stessi elementi della
suddetta relazione, copiature comprese)
Se i tempi ed i modi del recupero del monumento "Casa Bossi" sono questi, ASTREA
non può che essere seriamente preoccupata del futuro della propria figlia adottiva. E per
tale motivo il presidente Giustetto il 15/06/98 invia al
Sindaco Correnti una prima serie di osservazioni - negative - relative al progetto
definitivo che sono riassumibili in due punti: i tempi che si sono dilatati oltre misura e
la perplessità per una cifra di ben 155 milioni stanziati per "lavori di
difficile valutazione da eseguirsi in economia" che corrispondono a ben il 20%
dell'importo delle opere; trattandosi del semplice rifacimento di una copertura di un
fabbricato è intuibile anche ai non addetti che si tratta di una percentuale eccessiva.
L'assessore ai LL.PP. Avv. Cardinali risponde con lettera
datata 26/06/98 affermando che l'inizio dell'opera potrà avvenire entro la fine del
1998 con possibilità di anticipo all'autunno; egli inoltre ritiene congrua la somma
attribuita ai lavori da eseguirsi in economia (20% del totale per lire 155.000.000). Il
lettore potrà approfondire l'argomento consultando il computo
metrico estimativo ove all'articolo 4 troverà l'oggetto delle perplessità di ASTREA;
potrà inoltre visionare l'elenco prezzi di progetto ed il capitolato speciale d'appalto.
Nel frattempo è stato emesso un bando di concorso per
l'aggiudicazione dell'appalto del rifacimento della copertura di casa Bossi.
Dicevamo del progetto copiato. Dopo le opportune verifiche il Consiglio Direttivo di
ASTREA delibera di denunciare pubblicamente il fatto mediante una lettera inviata in data 21/09/98 al Sindaco avv. Correnti
e divulgata alla stampa cittadina. Essa è firmata dal vicepresidente Ar essendo il
presidente assente per ferie.
Lo stesso notiziario dell'amministrazione comunale di Novara, IL COMUNE nuovo, nella
edizione di Ottobre 1998 a pagina 20 nella rubrica "Lettere al Sindaco" pubblica
una interessante lettera di un Cittadino, Mario Borrini, che
merita senz'altro una puntuale risposta da parte del Primo Cittadino.
Non avendo avuto risposta alcuna a tale lettera-denuncia, sempre più preoccupata della
salute della propria adottata, ASTREA il 13/10/98 lancia un appello
all'Ordine degli architetti di Novara.
Dal Sindaco e dall'Assessore ai LL.PP. ancora nessuna risposta nonostante la grande eco
che la lettera-denuncia del 21/09/98 ha avuto nella stampa locale; pertanto ASTREA
interviene duramente con un comunicato stampa diramato il 10/11/98.
Ormai di Casa Bossi se ne parla ovunque e l'attenzione dei Cittadini si fa sentire, la
signora Maria Angela Mancuso Corsi scrive al Corriere di Novara una
lettera-appello pubblicata nella edizione del 23/11/98. Sarà questa lettera, che
sottolinea l'incuria delle strutture pubbliche, saranno le ripetute accuse di ASTREA di
copiatura di parte del progetto per il rifacimento del tetto; non ci è dato di saperlo.
Fatto sta che il Comune convoca una urgente conferenza stampa (con sole 24 ore di
preavviso e con due comunicazioni a distanza di 50 minuti essendo la prima errata,
forse per la fretta), per le ore 11,30 del 25/11/98 alla quale prendono parte l'Assessore
ai Lavori Pubblici avv. Ferdinardo Cardinali, L'Assessore per la Cultura, prof. Dorino
Tuniz, e la Consigliera Regionale d.ssa Giuliana Manica. Il prof. Tuniz illustra
l'importanza artistica del monumento antonelliano dimostrando una approfondita conoscenza
dell'argomento; egli è uomo di grande cultura ed ha pertanto sinceramente a cuore il
salvataggio di Casa Bossi ed a tal proposito rivolge un ringraziamento ad ASTREA, -
presente con il Presidente Giustetto, il Vicepresidente Ar, il segretario Grecu ed il
consigliere Camaschella - per l'interesse dimostrato. L'avvocato Cardinali illustra l'iter
per la esecuzione delle opere che, aggiunge, solo questa amministrazione fra le tante che
si sono succedute ha avuto la capacità di iniziare. Ciò va indubbiamente riconosciuto ed
infatti il vicepresidente dott. Piersaverio Ar a nome di ASTREA ringrazia la giunta
Correnti per l'interesse dimostrato nei confronti di Casa Bossi. Aggiungiamo e ricordiamo
che, come più sopra descritto, la precedente amministrazione aveva iniziato l'iter per
una gara di appalto per concedere a privati l'importante monumento; ASTREA si era opposta
a tale iniziativa. Infine la consigliera regionale dottoressa Manica conferma l'intenzione
della Regione Piemonte e dell'assessore Leo in particolare a finanziare ulteriormente il
restauro del monumento. I conferenzieri comunicano inoltre che dopo la sistemazione del
tetto sarà effettuata (a spese delle casse comunali) una verifica statica e quindi si
procederà al restauro delle facciate iniziando da quella principale. A questo punto due
testate giornalistiche, Il Corriere di Novara e Tribuna novarese, chiedono spiegazioni
all'assessore Cardinali in merito alla copiatura della relazione allegata al progetto.
Risponde, Cardinali affermando che non è stata copiata, bensì trascritta. Più voci
intervengono allora a ricordare che è buon uso citare sempre la fonte di ciò che si
copia (o trascrive che poi è la stessa cosa). La denuncia di ASTREA è ormai consolidata:
la relazione è stata copiata; ciononostante per motivi ignoti ancora la lettera inviata in data 21/09/98 al Sindaco è ancora
priva di risposta. L'architetto Guasco, chiamato dall'avvocato Cardinali a fornire alcune
spiegazioni tecniche che giustamente l'assessore non possiede, dichiara fra l'altro
che non esiste un progetto del rifacimento del tetto di Casa Bossi che non sia quello da
lui redatto. Ciò è vero, infatti la copiatura denunciata da ASTREA si riferiva alla
relazione ed ad alcuni disegni e fra questi senza dubbio la sezione; il fatto è che se
per redigere un progetto non viene eseguito un completo rilievo e se dunque parte di esso
è stato realizzato anche grazie a contributi provenienti da opere altrui, comunque si
tratta di un progetto frutto anche di copiatura. Questi sono i fatti, inconfutabili,
denunciati da ASTREA.
ASTREA dunque ha denunciato a più riprese una vistosa copiatura dell'unica opera completa
esistente su Casa Bossi. La copiatura è stata effettuata dai tecnici comunali
all'insaputa dell'assessore Cardinali, del Sindaco e di qualsiasi componente politica
dell'attuale amministrazione comunale; di ciò siamo più che convinti. A
differenza delle forze d'opposizione, sia politiche che giornalistiche, ASTREA non si
prefigge il compito di demolire la credibilità politica della maggioranza nonché di
dimostrare che essa avrebbe fatto di meglio e che pertanto farà di meglio se e quando
sarà al governo. ASTREA, non dobbiamo mai dimenticarlo, ha il compito statutario di
migliorare la efficienza e la trasparenza e probabilmente anche la correttezza delle
pubbliche amministrazioni, unicamente nell'interesse dei Cittadini novaresi. Ma il
Cittadino Franco Bordino, l'architetto la cui opera è stata copiata, non ha certo bisogno
di ASTREA per difendere il frutto dei suoi studi architettonici; fino a questo punto ha
taciuto in quanto, probabilmente, sperava che il torto sarebbe stato riparato almeno
mediante il semplice riconoscimento della sua opera e dunque dell'utilizzo non
preventivamente autorizzato della stessa. Ciò traspare da un suo breve ma completo comunicato stampa datato 26/11/98. L'eco sui giornali
novaresi dell'uscita pubblica dell'autore dei documenti copiati è enorme (vedasi la rassegna stampa).
A questo punto si fa strada fra i componenti di ASTREA il dubbio che l'Ufficio
Progettazione Fabbricati del Comune di Novara che ha dovuto copiare opere altrui per
meglio presentare i propri elaborati, sia in grado di gestire il restauro di un'opera
unica al mondo come Casa Bossi. Si ritiene pertanto di chiedere aiuto agli esperti
chiedendo la solidarietà dell'Ordine degli
Architetti resa pubblica mediante un comunicato stampa
emesso il 10/11/98 al quale fa seguito quello emesso il 02/12/98
ove pubblicamente si chiede la creazione di una Commissione Civica per la
trasparenza operativa" integrata da un osservatore di ASTREA. La proposta
trova l'approvazione dello stesso assessore ai LL.PP. Cardinali il quale, intervistato da Carlo Bologna de La Stampa afferma: "Purché
non aggravi i costi e i tempi dell'opera. Se è di controllo ben venga.
Basta che non produca ritardi." Nella stessa intervista l'assessore non prende le
difese del tecnico comunale accusato di aver inserito nel progetto del rifacimento del
tetto di Casa Bossi parti copiate da un opera dell'architetto Bordino; infatti afferma:
" Deciderà l'Ordine degli architetti mettendo i due professionisti a
confronto: quello che ha denunciato la copiatura e l'altro che sostiene di aver preso uno
spunto da una relazione conosciuta da tutti"
Ma è nel Consiglio Comunale del 27/01/99 che l'accusa di ASTREA trova la prima conferma
ufficiale nelle parole del Primo Cittadino che pubblicamente ammette che l'architetto del
Comune di Novara ha copiato parte di un elaborato dell'architetto Bordino. Annuncia per
imminente inoltre "un incontro fra il nostro architetto, i funzionari ed il
professionista interessato nel quale si cercherà di arrivare ad una composizione
amichevole della questione. Qualora servisse, dichiaro fin da ora che l'Amministrazione
Comunale è pronta a fare la sua parte"..."è pronta a prendere
provvedimenti nei confronti di chi ha sbagliato, per una questione di autotutela".
Sono occorsi dei mesi, le lettere di ASTREA all'Amministrazione Comunale sono rimaste
senza risposta, nonostante precisi obblighi di Legge, ma finalmente la verità è venuta a
galla; resta ora da stabilire se quanto l'architetto del Comune ha percepito extra
stipendio per il progetto ed i suoi elaborati sarà stornato, per la sola parte copiata
naturalmente.
E nel frattempo è stata distribuita, verso la fine di gennaio 1999, il numero 9/98 de IL
COMUNE nuovo; in prima pagina la solita foto di Casa Bossi con una scritta : Casa Bossi:
si parte dal tetto. Di lato la solita citazione di Vassalli. A pagina 2 la solita foto di
casa Bossi ed una infelice affermazione uscita dalla conferenza stampa del 25/1/98: "Per
Natale vedremo i primi ponteggi". Al momento in cui scriviamo queste righe
-18/02/99- il 25 dicembre è trascorso da quasi due mesi e dei ponteggi nemmeno l'ombra,
nonostante le condizioni atmosferiche più che buone, con assoluta assenza di pioggia.
Alcuni soci di ASTREA hanno prospettato l'ipotesi che essi vi siano, non potremmo vederli
solamente in quanto trasparenti, in onore della nostra associazione sorta appunto per il
raggiungimento della trasparenza amministrativa. E mentre ci permettiamo di scherzare su
una situazione così seria e delicata, mentre i faremo si sprecano ed i abbiamo
fatto sono pressoché assenti, a poco a poco perdiamo parte della nostra storia
mediante il continuo degrado dei monumenti pubblici, testimonianze di un passato di cui
solo a pochi realmente importa conservare un ricordo.
Dicevamo che sono pochi i Cittadini realmente interessati al salvataggio di Casa Bossi.
Certamente uno di loro è Gioia Raimondi, presidente del Kiwanis Novara nonché nota
giornalista del Corriere di Novara. L'11/2/99 viene divulgato infatti un suo scritto
titolato "Un progetto di recupero di Casa Bossi tramite un Centro Culturale ed una
Fondazione costituita dai proprietari-azionisti". L'idea è senza dubbio degna
d'attenzione. Purtroppo per poterla realizzare occorrerà risolvere il divieto di vendita
a privati del monumento, contenuto nel testamento dell'avvocato Ettore Bossi, morto il 10 febbraio 1951 a Novara. Testamento olografo, pubblicato con atto
12 marzo 1951 a rogito Gaetano Bellezza, notaio in Varallo Sesia, iscritto presso il
collegio di Novara, (documento conservato all'Archivio Notarile Distrettuale di Novara).
L'idea del Kiwanis Novara piace al Senatore Sergio Vedovato che si complimenta con lettera
al Corriere di Novara pubblicata il 15/02/99. Anche il parlamentare regionale Mancuso
interviene a commentare positivamente l'interessamento del Kiwanis Novara; egli inoltre
cita ASTREA riconoscendone i meriti per "aver coraggiosamente contribuito a
mantenere alta l'attenzione dei media locali" (lettera al Corriere di Novara del
18/02/99).
Il ritardo nell'inizio dei lavori, tanto pomposamente annunciati mediante una apposita
conferenza stampa e l'occupazione delle prime due pagine del Comune Nuovo, ormai ha del
grottesco e pertanto ASTREA si sente in dovere di intervenire ancora una volta. Invia
quindi a tutte le redazioni dei giornali e delle televisioni locali un
comunicato stampa in data 22/02/99.
Improvvisamente, senza alcun annuncio, in sordina - quasi a voler nascondersi per la
vergogna - nella giornata di giovedì 25 marzo l'impresa assegnataria dell'appalto inizia
la posa di una rete di recinzione ed il giorno seguente appare il cartello
di cantiere contenente tutti gli estremi dei lavori che stanno finalmente iniziando
(merita di essere visto in quanto riserva delle sorprese). Da "entro Natale" si
è giunti a ridosso del 1° aprile; quasi a voler confermare la serietà con la quale le
sorti di Casa Bossi vengono gestite dalla pubblica amministrazione. Contemporaneamente con
l'inizio dei lavori giunge inaspettato un intervento del noto critico d'arte ed uomo
politico Vittorio Sgarbi il quale intervistato da Tribuna Novarese dichiara di voler
intervenire al fine del salvataggio dell'importante edificio antonelliano; il giornale
titola infatti: "Sgarbi adotta casa Bossi".
A distanza di due mesi dall'ultimo appello, ASTREA ancora una volta esterna le proprie
perplessità e nuovamente sollecita l'inizio dei lavori con un ulteriore
comunicato stampa emesso in data 26/04/99; lo stesso giorno della diffusione del
documento inizia la posa della gru di cantiere... finalmente.
A questo punto occorre attingere a nuovi documenti, indispensabili per controllare
l'operato dell' Area Lavori Pubblici Faffricati (non è un
errore di stampa, bensì il nuovo nome che si sono dati); pertanto inizia una serie di
richieste di documentazione delle quali la prima riguarda il verbale
di inizio lavori. Dalla richiesta alla consegna del documento (26/04-18/06)
trascorrono ben 53 giorni.... e per ottenere tale semplice fotocopia
abbiamo dovuto interessare il Difensore civico in quanto ci veniva negata. Il suddetto verbale contiene due dati importanti: inizio lavori
22/03/99 (e non prima di Natale 1998 come promesso) e fine lavori 16/11/99. Per fine
lavori si intende ovviamente la riconsegna del fabbricato libero da qualsiasi struttura di
cantiere.
ASTREA, nell'intento di ottenere aiuto autorevole, in data 04/05/99 scrive
alla rivista Bella Italia, notoriamente sensibile a problemi inerenti il salvataggio
di importanti monumenti.
Poichè esiste un organo dello stato che ha il compito di salvaguardare gli
edifici pubblici e privati meritevoli di essere conservati, ASTREA in
data 09/05/2000 scrive al Soprintendente arch. Pasquale Bruno Malara
chiedendo informazioni in merito al controllo che la Soprintendenza per i beni
ambientali ed architettonici del Piemonte avrebbe dovuto effettuare sul restauro
del tetto di Casa Bossi.
Mentre i lavori di rifacimento della copertura lentamente proseguono, il 09/06/99, senza
pubblicità alcuna la Giunta Comunale assume la delibera numero
585/99 intitolata "Acquisizione del diritto all'utilizzo del prodotto
intellettuale dell'architetto Franco Bordino". In tale documento si legge
fra l'altro che "il Servizio Progettazione e D.L. aveva
impropriamente utilizzato il prodotto intellettuale dell'arch. Franco Bordino, elaborato e
pubblicato dallo stesso nel 1984, omettendo di concordarne preventivamente l'utilizzo.....
pubblicazione già peraltro impropriamente utilizzata per la
redazione del progetto di risanamento del tetto". Ma non
era stato risposto in data 25/11/98 durante una interessante conferenza stampa ad ASTREA
(che ha scoperto e denunciato fin dal 21/09/98 la spudorata copiatura di relazione e disegni) che non si trattava
di una copiatura, bensì di una semplice trascrizione di alcune parti? A questo punto cosa
possiamo dire ... in aziende private si termina il rapporto collaborativo con il
dirigente che pone l'amministrazione nelle condizioni di fare una figura meschina come
quella che in questo caso, suo malgrado, ha dovuto fare l'Assessore ai LL PP. Nelle
pubbliche amministrazioni invece si rischia di essere promossi a gradi superiori.
Disperiamo pertanto che i futuri progetti di restauro di Casa Bossi siano coordinati da
persone esperte e più adatte a trattare con edifici di tale bellezza ed importanza
architettonica, persone che non hanno bisogno di copiare in quanto sono perfettamente in
grado di redigere un progetto con tutti i suoi allegati grazie alla loro professionalità.
Ma la copiatura effettuata dall'Ufficio Progettazione Fabbricati quanto è costata ai
Cittadini novaresi ? Ebbene la bellezza, IVA etc inclusi, di
lire 78.077.002. E pensare che è stato previsto un incentivo di
copiatura... oops ... di progettazione di lire 7.690.000=. Speriamo che
almeno parte di detta somma venga recuperata onde evitare che al danno si
aggiunga anche la beffa. In altri termini contiamo sul fatto che l'amministrazione
comunale chieda i danni ai dipendenti responsabili della copiatura.
Naturalmente ASTREA, ancora una volta nel giusto, in data 05/07/99
denuncia pubblicamente i fatti con una lettera aperta inviata al Sindaco e per
conoscenza a tutta la stampa cittadina nonché al Presidente del Consiglio Comunale ed ai
capigruppo. Ancora una volta pone delle precise domande al Sindaco sperando che finalmente giungano risposte ai quesiti.
E finalmente ci giunge una risposta, sia pure in forma indiretta. Veniamo a sapere
che la Giunta Comunale ha deciso di sollevare
dall'incarico il responsabile della copiatura del progetto affidandogli altro
incarico in altro ufficio. Fatto
inaudito nelle amministrazioni pubbliche italiane dove spesso sono stati
premiati non i meritevoli bensì i furbi e quindi mai puniti i secondi; che sia
finalmente una inversione di rotta ? Bene, speriamo che i prossimi interventi
sugli edifici pubblici novaresi siano sempre diretti da funzionari capaci,
onesti e trasparenti nel loro fare.
Ed intanto i lavori di rifacimento del tetto proseguono anche se un po' a rilento;
infatti, come temuto, la data del 16/11/99 non viene rispettata ed i lavori
terminano ad aprile 2000. Ma ad ASTREA non è sufficiente che le opere siano
giunte al termine ed il ritardo nella consegna passa in secondo piano rispetto
alla buona esecuzione dei lavori. Ebbene questa triste vicenda di malagestione e
di sperpero del pubblico denaro ancora una volta trova nella nostra associazione
l'unica voce che ha il coraggio di denunciare per prima la verità. Siamo
purtroppo stati facili profeti quando, prevedendo che la pessima gestione del
progetto e della esecuzione dei lavori avrebbe potuto nuocere alla nostra figlia
adottiva, abbiamo pubblicamente chiesto il 2/12/98 la
formazione di una Commissione Civica per la trasparenza operativa" integrata da un
osservatore di ASTREA e composta da esperti che possono essere indicati dallOrdine
degli Architetti i quali affianchino il controllo espresso dai Tecnici comunali.
La nostra proposta è caduta nel vuoto, nel pieno disinteresse della
amministrazione comunale che ora viene chiamata a rendere conto dell'esito dei
lavori. I nostri timori peggiori si sono
avverati: lo scempio è stato compiuto; l'opera dell'Antonelli è stata
stravolta in modo irrimediabile. La pubblica denuncia ha la data del 05/05/2000
e la forma di una richiesta di intervento dell'Ordine
degli Architetti di Novara e della locale sezione di Italia Nostra. Chiunque
può agevolmente verificare le differenza dell'aspetto estetico del monumento
fra prima e dopo il dissacrante intervento, ad esempio pluviali
che prima viaggiavano nascosti - per volontà dell'Antonelli - e che
ora sono in piena vista.
Una prima risposta alla nostra sollecitazione ci è inviata dall'Ordine degli
Architetti di Novara, con lettera del 31/05/2000 con
la quale vengono riconosciuti i meriti di ASTREA, e confermate le preoccupazioni
da noi esternate. L'ordine propone un pubblico confronto al quale la nostra
associazione sarà lieta di intervenire. ASTREA ed Italia Nostra rispondono con
entusiasmo alla richiesta dell'Ordine ed insieme promuovono
un Convegno per il 27/06/2000.
foto
E.C.
parte seconda (post convegno 27-06-2000)
Il Convegno
La sala conferenze della Est Sesia non tarda
a riempirsi e non pochi dovranno assistere in piedi alla lunga serata.
L'argomento ed i relatori sono riusciti a smuovere anche i Cittadini più pigri,
ma fra il pubblico molti sono gli esperti nel settore che non vogliono perdere
una serata che si preannuncia ricca di contenuti e di novità. Tutti i relatori
annunciati sono presenti, solo il moderatore don Tino Temporelli ha avuto un
impedimento che non gli ha permesso di partecipare; il Vicepresidente di Italia
Nostra nonché membro della Giunta esecutiva ed ex presidente di ASTREA, dott.
Antonio Vercesi viene chiamato a sostituirlo.Scelta che si rivela subito
idonea ed opportuna per le capacità del personaggio che apre il convegno con
una applaudita introduzione.
L'esposto alla Procura
I dati emersi durante il convegno hanno convinto
ASTREA della necessità di informare la Procura della Repubblica di Novara dei
fatti che oggettivamente sono di interesse delle Autorità inquirenti in quanto
sarebbero state ignorate delle Leggi e dei Regolamenti in materia di
salvaguardia di beni architettonici. Ciò avviene con un esposto
presentato in data 26/07/2000.
L'Illustrato del Corriere di Novara
Il bisettimanale novarese "Corriere di
Novara", ci ha dedicato la copertina
del numero di novembre 2000. All'interno un interessante e completo servizio
giornalistico a firma di Lalla Negri e Gianni Trovati.
La relazione tecnica dell'architetto Bordino
Quanto è emerso durante il convegno ed in
particolare a seguito della relazione di Bordino, richiede di essere
perfezionato con un documento cartaceo più facilmente consultabile di una
videocassetta; pertanto in data 23/10/2000 ASTREA chiede all'architetto una
trascrizione di quanto relazionato. Quanto richiesto viene consegnato il
13/11/2000. Si tratta di una Relazione
tecnica di grande interesse dalla quale emergono tutti gli errori commessi
durante il restauro (rifacimento ??) del tetto di Casa Bossi.
L'assenza della Soprintendenza
Più sopra abbiamo riferito in merito ad una lettera
inviata in data 09/05/2000 alla Soprintendenza per i beni ambientali ed
architettonici del Piemonte. La risposta ci giunge datata 26/10/200. Alla
domanda su chi fossero stati i verificatori del cantiere incaricati dalla
Soprintendenza nonché sulle date delle verifiche e sugli esiti delle stesse
...... il Soprintendente ci risponde che "... questa amministrazione non ha
conferito alcun incarico per verificare il cantiere." Sic!
Come dire che Casa Bossi, un gioiello architettonico unico, è stata rovinata da
un intervento incompetente anche grazie al disinteresse della massima
autorità deputata alla sua salvaguardia. Infatti se fossero stati eseguiti
gli opportuni controlli sia preventivi che durante la esecuzione dei lavori,
senza dubbio non sarebbero state inflitte le gravi ferite che ora Casa Bossi
dovrà portare per sempre. Non dobbiamo inoltre dimenticare che casa Bossi ha
subito un grande intervento come quello del restauro dell'intero tetto senza
l'intervento della Commissione edilizia in quanto essendo edificio di
proprietà comunale non ha obbligo di seguire tale trafile, e senza
un controllo da parte della Soprintendenza. I lavori sono stati
progettati e fatti eseguire sotto la direzione di un
solo architetto del Comune di Novara.
Poiché con la lettera del 26/10/2000 il Soprintendente
chiede ad ASTREA informazioni in merito al convegno, la nostra associazione
provvede ad inviare in data 28/11/2000 una serie di
documenti con una lettera accompagnatoria.
La Stampa, il 23/11/2000,
a firma di Carlo Bologna interviene sull'argomento con un articolo intitolato:
"Casa Bossi, esposto in Procura presentato da ASTREA
per il restauro del tetto. E la Soprintendenza ammette: Nessuna verifica durante
i lavori."
Tribuna Novarese il 24/11/2000, nella
rubrica - La finestra sul cortile di Rinaldo Canna - interviene con "Casa
Bossi: la confusione regna sovrana"
La IIIC del Duca D'Aosta adotta Casa Bossi
Un gruppo di alunni della 3C della scuola media Duca d'Aosta (www.ducadaosta.ws)
è rimasto molto colpito dal pessimo stato di conservazione di casa Bossi,
ammirata durante una visita guidata alla città e ha deciso di non abbandonare
il monumento, ma di prendersene cura "adottandolo". ASTREA non
può che essere lieta di tale iniziativa e ringrazia la professoressa Freri per
la lodevole iniziativa ed i "ragazzi/e della 3C" per l'abilità
dimostrata nella redazione di un documento molto ben fatto. L'elaborato,
di taglio giornalistico, viene di diritto, e con piacere, ospitato sul nostro
sito.
Restauro o rifacimento ?
Ma, oltre alle evidenti modifiche estetiche
esterne apportate al monumento adottato da ASTREA, cos'altro non si sarebbe
potuto fare ? Rimandiamo il lettore ad un documento di grande interesse, redatto
dall'architetto Franco Bordino per conto del Comune di Novara. Purtroppo questo
che si può definire lo scritto più completo esistente sul nostro monumento, é
stato richiesto dopo che i buoi erano scappati dalla stalla. Pur amareggiati da
quanto abbiamo potuto leggere nel Piano di
approccio interdisciplinare a Casa Bossi, confidiamo che, avendo finalmente
acquisito questa documentazione, ora l'amministrazione comunale potrà (e
dovrà) eseguire i prossimi interventi di restauro senza alcun danno per il
monumento.
Consolidamento delle strutture e delle
facciate di CASA BOSSI
La Regione Piemonte ha stanziato una seconda somma a
favore del restauro di Casa Bossi. Pertanto l'amministrazione comunale ha
deliberato di procedere ad un consolidamento statico del monumento; questo
é un passo necessario per poter procedere al restauro e quindi al riutilizzo di
Casa Bossi. Siamo in grado di fornire la
documentazione tecnica relativa.
Consulenza preliminare alla redazione dello
studio di fattibilità per il restauro ed il riuso di CASA BOSSI
In data 13/08/02 l'Amministrazione comunale
interpella nuovamente l'architetto Franco Bordino, per affidargli una
consulenza, avente per oggetto lo studio di fattibilità per il restauro ed il
riuso di Casa Bossi. Anche in questo caso ASTREA mette a disposizione sul
proprio sito il documento, affinché venga
letto anche da chi non é un "addetto ai lavori". Speriamo inoltre che
tutti i Consiglieri Comunali, (gli addetti ai lavori, appunto) abbiano il tempo
e la voglia di leggerlo prima di votare una delibera in merito al futuro
utilizzo del monumento.
Asta facciate CASA BOSSI
I primi di agosto 2003 l'ufficio stampa del comune rende
noto che é stato emesso il bando di concorso per
l'Asta per il consolidamento delle facciate e delle strutture portanti di Casa
Bossi. Si tratta di un bando che prevede un tempo di risposta molto breve
ed in un periodo poco adatto; inoltre é prevista la possibilità di
assegnazione anche in presenza di una sola offerta. Tutto regolare ed alla luce
del sole, ma ci si permetta di affermare che un tempo più lungo, ed un periodo
più adatto sarebbero stati auspicabili. I primi di febbraio 2004 la ditta
vincitrice inizia i lavori di consolidamento di Casa Bossi. Avevamo chiesto ed
ottenuto dall'Assessore ai LLPP di poter avere un nostro esperto che
sorvegliasse le opere. Ancora una volta ASTREA deve ringraziare l'architetto
Franco Bordino per la disponibilità ad assumere a titolo gratuito tale
incarico. Egli non é un socio di ASTREA tuttavia é un Cittadino che ama la
propria città e che dedica molto tempo a tal fine.
Ma ancora una volta troviamo degli intoppi; il dirigente responsabile del
procedimento sembrerebbe non propenso a permettere al nostro tecnico l'ingresso
al cantiere, affermando che se vi sono delle irregolarità ASTREA non deve far
altro che rivolgersi alla Procura della Repubblica. Verrebbe da sorridere se non
fosse per il fatto che l'oggetto del nostro interessamento é uno dei
monumenti italiani più belli. Alla Procura abbiamo già inviato un esposto
per lo scempio del restauro del tetto, che non é certamente servito a riportare
il monumento a prima dei fatti disastrosi. Se avessimo potuto accedere al
cantiere durante il rifacimento del tetto, avremmo denunciato pubblicamente
tutte le irregolarità, in tempo per
impedire il danno, ormai irreparabile. Ora intendiamo prevenire, e ci viene
impedito. Non resta altro che inviare una protesta al
Sindaco, sperando che abbia la capacità di ordinare al dirigente di
rispettare gli accordi e le autorizzazioni. In caso contrario, non ci resterebbe
altra via che una pubblica denuncia. La nostra protesta ottiene quantomeno il
risultato di un incontro con l'assessore ai Lavori Pubblici, il dirigente
incaricato del procedimento, ed un rappresentante della ditta che ha avuto
l'incarico di eseguire le opere. Si usa dire "muro di gomma" quando le
richieste vengono completamente disattese. Ed un muro di gomma abbiamo
incontrato. Il responsabile della ditta ci nega l'ingresso in cantiere,
adducendo scuse che facilmente siamo in grado di contrastare; allora esce con la
seguente affermazione: "Se avessi saputo che i lavori sarebbero stati
seguiti da un osservatore di ASTREA, avrei diversamente proposto l'offerta,
magari rinunciando". Non occorre alcun commento, il lettore é in grado di
farsi una propria opinione. Ancora una volta un importante intervento su un
importante edificio avviene in modo poco trasparente. Una piccola chicca. Ad un
mese dall'inizio dei lavori ancora non é stato installato il cartello di
cantiere di cui é obbligatoria la posa prima di iniziare ad avvitare una sola
vite. L'impresa a tale contestazione risponde candidamente affermando che esso
é troppo grosso !! Poveri noi. Povera Casa Bossi !!
10 anni ed ancora nulla, anzi solo il nulla
13 marzo 1997 - 13 marzo 2007 Terenzio Giustetto, il Presidente di
ASTREA che ha stabilito di adottare Casa Bossi, non é più con noi. Egli
credeva di poter vedere finalmente la riconsegna del monumento alla città ed ai
Cittadini, ma il destino e piccoli uomini l'hanno impedito. Chissà quanti fra
noi che abbiamo creduto per tutti questi anni di poter vedere la conclusione
avranno la fortuna di essere accontentati.
Un grido di dolore, e forse anche di rabbia, ci sale dalla gola. Novara in
questi due lustri ha subito tanti cambiamenti; opere pubbliche importanti sono
sorte dal nulla, vedi ad esempio il castello, ma Casa Bossi proprio non riesce
ad entrare nell'interesse dei pubblici amministratori, piccoli uomini appunto.
Ed allora una piccola associazione come la nostra, che non ha e non chiede
sovvenzioni pubbliche o private, che si basa sul disinteressato aiuto dei suoi
soci, riesce ad organizzare un secondo
convegno sul tema Casa Bossi. Esso é organizzato presso la sede sociale in
via dei Cattaneo 6, per le ore 16 del 17 di Marzo 2007 (X dalla adozione)
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