Introduzione
All’inizio del presente lavoro appare opportuno ricordare, almeno
sinteticamente, quali siano i riferimenti fondamentali ed i relativi presupposti
teorico-metodologici che costituiscono la base strutturale della trattazione.
E’ infatti importante sottolineare come questo studio affondi le
proprie radici nella monografia di Franco Bordino, pubblicata nel 1984, dal
titolo Casa Bossi un edificio antonelliano a Novara, che rappresenta la
genesi della conoscenza di tale architettura e, contemporaneamente, ricordare
come la stessa opera costituisca il riferimento naturale e primario della
presente trattazione.
Appare altresì opportuno richiamare un secondo fondamentale contributo
che informa in modo determinante la presente elaborazione, si tratta del saggio Casa
Bossi. Prospettive per la conservazione e la destinazione d’uso,
pubblicato nel 1987 da Luciano Re e Franco Rosso.
L’odierno lavoro, espressamente, ne rappresenta una condivisa e logica
fase di ulteriore approfondimento.
In particolare poi il
presente lavoro si basa sull’evoluzione di due più recenti diverse
elaborazioni aventi per oggetto l’antonelliana “Casa Bossi” di Novara che,
come per i due contributi precedenti si danno integralmente per conosciute e ad
esse necessariamente si rimanda:
·
Franco Bordino architetto, Piano
di approccio interdisciplinare a “Casa Bossi” architettura antonelliana di
Novara, maggio 2001;
· Arch. Paolo Colombo (capogruppo) - Prof. Arch. Cesare Feiffer - Prof. Ing. Lorenzo Jurina, Indagine statica e progetto degli interventi di consolidamento strutturale di “Casa Bossi” – Rilievo metrico e tecnologico strutturale – Progetto Definitivo, giugno-dicembre 2001.