Le ipotesi di preventivazione
Il
tema specifico necessita di qualche considerazione preliminare ed introduttiva.
Quantificare,
seppur a livello sommario e necessariamente di prima approssimazione, i costi di
un intervento complesso ed articolato come quello inerente il restauro
conservativo dell’antonelliana Casa Bossi di Novara, rappresenta un compito di
non facile soluzione.
Molteplici
e varie sono le motivazioni che costituiscono indubbiamente, specifico elemento
di difficoltà in proposito:
-
l’eccezionalità del patrimonio
architettonico su cui si interviene;
-
la presenza diffusa di importanti
elementi di natura storica, artistica e culturale, da rispettare assolutamente
in modo prioritario;
-
la notevole serie di vincoli specifici,
di tutela e rispetto conservativo, che un restauro di questo tipo implica
imprescindibilmente;
-
l’attualmente indefinibile
quantificazione delle specialistiche prescrizioni tecnico operative che, vari
enti superiori quali ad esempio le preposte Soprintendenze, evidentemente
richiederanno in proposito;
-
la mancanza di un progetto specifico,
almeno a livello preliminare, ma completo e definito;
-
la conseguente indeterminazione fisica,
metodologica, temporale e qualitativa, delle fasi d’attuazione
dell’intervento;
-
l’indisponibilità di parametri
economici di carattere generale ufficialmente codificati in proposito a cui
riferire tale particolarissima operazione;
Nonostante
sia già di per sé estremamente complesso quantificare una
preventivazione di questo tipo, contemporaneamente altri numerosi elementi
concorrono a condizionare ulteriormente l’interpretazione valutativa
della stessa, infatti:
-
problematiche di carattere strettamente
economico-finanziario o di tipo prettamente politico-amministrativo, che spesso
risultano poi determinanti nelle scelte, non dovrebbero interferire nel merito
di decisioni che sono e devono rimanere ‘culturalmente architettoniche’;
-
la valutazione di un bene culturale di
questo specifico patrimonio dovrebbe prescindere da considerazioni di tipo
esclusivamente economico e dai caratteri intrinseci del mercato finanziario;
-
Casa Bossi ha in sé un particolare
valore di unicità che non può essere valutato solamente con parametri basati
sulla relazione diretta costi-ricavi, va indubbiamente inquadrato nel contesto,
molto più ampio e complesso, che concerne la relazione costi-benefici.
Ciò
premesso, si ritiene comunque indispensabile e di grande importanza, fornire una
quantificazione sommariamente indicativa del complesso di opere occorrente per
il restauro conservativo dell’edificio in questione.
Se
infatti appare necessario inquadrare le azioni politiche rivolte alla
conservazione dei beni culturali di tipo immobiliare, in quadri contestuali il
più possibile definiti da programmi rigorosi e verificabili, risulta
altrettanto evidente che questa metodologia permetta di intraprendere scelte,
relative agli interventi stessi, specificamente caratterizzate da significative
valenze di opportunità, trasparenza, equità e partecipazione condivisa al
progetto culturale di base.
Infatti
un progetto di restauro, il mancato restauro o il cattivo restauro, possono
produrre effetti notevolmente diversi, quando non opposti, sull’intera
collettività ed oltre ancora, oltretutto non solo in tempi presenti, ma anche e
soprattutto nel futuro.
In
questo contesto la procedura di recepimento della valutazione deve
necessariamente essere considerata in un quadro complesso che va oltre le
quantificazioni economico-estimative tradizionalmente monetarie e confrontarsi
con una serie di diversi elementi che influiscono sul benessere generale
dell’intera collettività.
In
ultima analisi si ritiene comunque che, stimare i costi, risulti fondamentale
per valutare i benefici effettivi del progetto e quindi la sua reale utilità e
convenienza, economico-finanziaria ed a maggior ragione sociale e culturale.
L’importo
complessivo ottenuto è quindi il risultato di una serie varia di
approfondimenti diversi che sicuramente esulano dalle definizioni e competenze
specifiche del presente incarico professionale, ma che coerentemente si sono
volute ugualmente compiere per supportare correttamente le ipotesi delineate.
Si
veda quindi in proposito l’allegato alla pagina successiva che
rappresenta uno stralcio delle rilevazioni sistematiche considerate: queste
indagini particolareggiate concorrono a quantificare fisicamente alcuni
sostanziali parametri di stima generale ed afferiscono alla fase metodologica di
‘misurazione’ adottata per definire le successive elaborazioni di ‘valutazione’.
L’importo
complessivo ‘di massima’ preventivato per l’intervento di restauro e di
funzionalizzazione rispetto alle destinazioni d’uso individuate ammonta quindi
ad € 13 420 000, 00
(€=tredicimilioniquattrocentoventimila/00).
Per
la corretta interpretazione della cifra suddetta appare evidentemente opportuno
effettuare alcune puntuali precisazioni.
Alla
successiva pag.43, dopo l’allegato, vengono fornite in proposito una serie di
note che rappresentano una indispensabile integrazione alla completa
comprensione di quanto considerato nell’importo predetto e ne evidenziano
meglio lo specifico inquadramento e la propria definizione.
| 1 | Piano | Terreno | Terreno | Terreno | Terreno | |
| 2 | VANO o ambiente considerato | 0,24 | 0,25 | 0,26 | 0,27 | |
| 3 | Slp (superficie lorda complessiva di pavimento) |
38,97 |
40,79 | 38,75 | 40 |
|
| 4 | SUPERFICIE area netta |
31,97 |
32,35 |
32,51 |
33,07 |
|
| 5 | Tipo di pavimentazione |
Piastrelle
esagonali in gres |
Parquet |
Parquet |
||
| 6 | AREA sviluppo volta/soffitto | 38,41 | 38,66 | 39,06 | 39,73 | |
| 7 | DECORAZIONI volta/soffitto | Presente | Presente | Presente + tracce precedenti | Presente | |
| 8 | ALTEZZA (imposta/max) | 5,18 / 5,92 | 5,16 / 5,95 | 5,15 / 5,87 | 5,12 / 5,89 | |
| 9 | Sviluppo ALZATI (vpp) | 117,94 | 116,04 | 118,55 | 115,81 | |
| 10 | DECORAZIONI parietali | Tracce |
Tracce significative |
Non rilevabili |
Non
presenti apparentemente |
|
| 11 | VOLUME netto | 182,22 | 184,39 | 184,65 | 187,83 | |
| 12a | Porte ingresso | 1 (1a) | 1 (3a) | 0 | 0 | |
| 12b | Bussole | 1 (2a vetrate) |
0 |
0 | 0 | |
| 12c | Porte interne | 2 solo cornici |
1
(1a) + 1 mancante |
2
(2a) |
3
(2a) |
|
| 12d | Porte interne vetrate |
1 di grandi dimensioni |
0 | 0 | ||
| 12e | Porte diverse | 0 |
1
mimetizzata |
1
(1a) |
0 | |
| 12f | Boiseries | 0 | 0 | 0 | 1 cielo (12c) | |
| 13a | Porte finestra | 0 | 0 | 0 | 1 (2a) | |
| 13b | Fineste | 2 (2a) | 2 (2a) | 2 (2a) | 1 (2a) | |
| 13c | Finestre alte | 0 | 2 (2a) con vetri decorati |
0 |
2
(2a) con vetri piombati |
|
| 13d | Finestre diverse | 0 | 0 | 0 | 0 | |
| 13e | Scuri interni |
2
solo
parti |
2 |
2
solo
parti |
2 coppie (3a) |
|
| 13f | Boiseries | 0 | 0 | 0 | 0 | |
| 13g | Gelosie | 0 |
4
coppie |
0 |
4
coppie |
|
| 13h | Inferriate | 0 | 2 | 0 | 1 | |
| 14 | Camini | 0 | 0 | 1 integro | 0 | |
| 15 | Bocchette aerazione e riscaldamento | 1 | 1 | 1 | 1 | |
| 16 | Canne fumarie | 1 | 1 | 1 | 1 | |
| 17 | Altro |
Tracce
di |
Decorazioni
|
|||
| 18 | Documentazioni disponibili | Immagini storiche |
Radarstratigrafia |
Immagini
storicheRilievo
1:20 e
fotografico |
Immagini
storiche |
|
| NOTE |
Pavimentazione sostituita |
Pavimentazione sostituita |
Pavimentazione
prob. sostituita |
Pavimentazione
sostituita |
||
La
quantificazione totale precedentemente riportata a p.41 si riferisce ai costi di
restauro conservativo e di rifunzionalizzazione generale dell’intero edificio,
considerando le ipotesi di destinazioni d’uso precedentemente descritte.
Sono pertanto comprese tutte le fasi di lavoro che, partendo dalle
fondamentali operazioni preliminari di ‘pulizia’, aspetto tutt’altro che
trascurabile, si concludono con la sistemazione generale del giardino antistante
l’edificio.
Rimane
escluso dal calcolo complessivo l’importo relativo al ‘progetto
definitivo’ riguardante l’intervento di consolidamento statico di cui al
codice 02FM20 del Programma Triennale Comunale delle OO.PP. 2002-2004, in quanto
lo stesso è già stato approvato ed appositamente finanziato.
Per
motivazioni di carattere diverso, ma tutte ugualmente sostanziali, l’importo
totale preventivato non comprende alcuni altri importanti capitoli di spesa che,
necessariamente, dovranno comunque essere specificamente approfonditi ed
opportunamente presi in considerazione:
-
non sono infatti stati computati tutti gli interventi necessari per ‘salvare
il salvabile’ e recuperare
gli errori commessi e, ove possibile, porre rimedio ai danni prodotti a seguito
dell’intervento eseguito sulle coperture dell’edificio nel 1999-2000;
-
non risulta quantificato l’intervento relativo al consolidamento-restauro
delle facciate del palazzo in quanto lo stesso è oggetto di uno specifico
incarico professionale affidato ad altri tecnici, ancora in corso di
elaborazione, e quindi deontologicamente incompatibile con la presente stesura;
-
saranno altresì da valutare anche una nuova serie di eventuali consolidamenti
statici che, il progetto specifico già citato, almeno all’attuale conosciuta
‘fase definitiva’ di elaborazione, non ha ancora preso in considerazione.
Si fa infatti riferimento, ad esempio, agli impianti delle scale (delle
quali ne è stata considerata per adesso soltanto una, mentre ne esistono altre
tre fondamentali, ed altrettante minori) od al quadro complessivo del progetto
di consolidamento in atto che prevede espressamente “ … interventi di
carattere globale che costituiscono una prima fase di messa in sicurezza
dell’intera struttura ….. propedeutici ai successivi interventi di rinforzo
puntuale dei locali che non garantiscono, allo stato attuale, la capacità
portante prevista dalla normativa.”
Tali
successivi probabili interventi andranno evidentemente definiti, progettati e
preventivati specificamente;
-
rimangono ancora da compiere altri specifici studi preliminari e successive
indagini di ulteriore approfondimento;
-
risultano infine non computati, quindi estranei al calcolo sopra riportato,
tutti
gli
allestimenti ed arredi specifici, le spese tecniche, oneri e tasse relative.
Concludendo,
l’importo complessivo preventivato, risulta essere un valore di riferimento
generale che rappresenta sostanzialmente la valutazione della ‘soglia
minima’ al di sotto della quale, si ritiene sia assolutamente improponibile
illudersi di poter seriamente effettuare un corretto intervento di restauro
conservativo e rifunzionalizzazione compatibile del bene, che sia veramente
all’altezza di quanto, l’antonelliana Casa Bossi di Novara, certamente
merita.