Il progetto per Casa Bossi
Nel corso del dibattito pubblico Oltre il giardino. Dal restauro di
Casa Bossi verso un progetto culturale per Novara, tenutosi martedì 29
ottobre 2002 presso l’Auditorium “Fratelli Olivieri” del Conservatorio
“Guido Cantelli” di Novara, l’illustre relatore architetto Vittorio
Gregotti dichiarava che …Casa Bossi è un edificio che si giustifica in sé,
… come una villa del Palladio … è assolutamente prioritario conservarlo
evitando che crolli … a priori.
Già nel corso di un altro pubblico dibattito La Cupola di
San Gaudenzio: la sua storia, lo stato odierno, un monitoraggio molto complesso,
tenutosi sabato 24 febbraio 2001 presso l’Auditorium BPN di Novara, l’allora
Soprintendente per i Beni Ambientali ed Architettonici del Piemonte architetto
Pasquale Bruno Malara sottolineava in uno specifico intervento come risulti
sempre più frequente il delinearsi della necessità di rispettare e tutelare
beni architettonici diversi anche solo esclusivamente per la loro conservazione.
Pur rispettando e condividendo teoricamente queste due autorevoli e
significative testimonianze si ritiene che il restauro di Casa Bossi possa
permettere il conseguimento di obiettivi più concreti delle ipotesi teoretiche
espresse, peraltro condivisibili ancorché estremistiche, ed anzi andare ben
oltre assolvendo compiti funzionali propri, sia storici sia nuovi ed aggiornati,
di reale produzione culturale, naturalmente senza prescindere dalla realtà
attuale e dall’assoluta esigenza di compatibilità e pertinenza.
Le ipotesi di destinazione d’uso individuate nel progetto, pur senza
scendere a facili compromessi ed escludendo a priori scelte che non siano
qualitativamente corrette ed appropriate, fanno i conti con la realtà anche
meramente quantitativa e, senza escludere eventuali altre successive possibili
evoluzioni (anzi assumendone strutturalmente le caratteristiche di
imprescindibile reversibilità), delineano un quadro complessivo verificabile di
appropriata rifunzionalizzazione che valorizza il bene e risulta quindi corretto
e sostenibile.
L’intero progetto di individuazione delle nuove destinazioni d’uso
compatibili alla conservazione e valorizzazione del bene trova ispirazione e
guida nelle varie connotazioni che legano ogni singola scelta effettuata: queste
risultano diverse caso per caso, ma comunque sempre supportate da valenze di
specifica connotazione culturale.
Alle pagine successive sono riportati gli elaborati che illustrano il progetto nelle sue componenti principali.
Ogni singolo livello è presentato da una specifica e originale immagine introduttiva che, in diversa misura e utilizzando riferimenti vari, funge da incipit di suggestione per ciascun piano analizzato, rinviando ai successivi elaborati di rappresentazione ed approfondimento: una tavola di sintesi relativa all’individuazione delle destinazioni d’uso ed una specifica relazione descrittiva.

Schizzo
di
studio
per
il
progetto
di
rifunzionalizzazione
del
piano
interrato,
individuato
come nuova ‘Sezione novarese’ della Biblioteca
Civica.
Pianta piano cantinato - individuazione delle destinazioni d'uso
PIANO CANTINATO
Il
piano interrato sarà il livello con il grado di innovazione più rilevante nel
contesto generale della rifunzionalizzazione ipotizzata.
Qui
sono infatti previsti spazi quasi interamente riservati ad usi
pubblico-culturali che assumono grande valore di totale coinvolgimento per il
restauro generale ed il riuso produttivo dell’intera struttura.
La
nuova connotazione generale di questo livello ha in sé una particolare
specificità: essa diventa il tramite reale in grado effettivamente di
trasmettere verso l’esterno la propria produzione di qualità culturale.
La
nuova destinazione può essere riassunta sinteticamente nell’individuazione
della sede per la “Sezione Novarese della Biblioteca Civica”.
Questo
nuovo centro potrebbe raccogliere infatti in un unico spazio omogeneo
numerosissimi volumi e documenti relativi alla storia novarese, nelle loro più
svariate componenti, ma comunque sempre specificamente legati al territorio,
rendendoli disponibili in sistema ed offrendo la possibilità di organizzare
finalmente in modo dignitoso ed appropriato le varie biblioteche private,
lasciti ed archivi oggi indisponibili perché dimenticati in depositi sperduti
ed irraggiungibili, accogliendone
decorosamente almeno le parti di competenza.
Tale
nuova collocazione oltre a dare efficace e produttiva sistemazione a queste
importante risorse, libererebbe altri spazi sanando pluriennali questioni
relative ad oneri non solo di tipo economico, svincolando pesanti responsabilità
e favorendo in proposito liberatorie definitive.
In
uno spazio nuovo, architettonicamente molto suggestivo ed appositamente
organizzato per una sua nuova libera fruizione, stimolante e funzionale, viene
quindi individuato l’inserimento di un ‘centro di documentazione e ricerca
specificamente novarese’ dotato di tutti i servizi relativi.
Tutti
gli spazi risultano essere completi di ogni servizio accessorio, opportunamente
fruibili, coerentemente accessibili ed in sicurezza, anche tramite la
predisposizione organizzata del sistema di scale presenti e l’inserimento di
un nuovo ascensore centrale.
La
specifica ed originale articolazione dei diversi spazi previsti per il livello
interrato e delle funzioni qui presenti dinamicamente interconnesse, si ipotizza
possa diventare:
-
il fulcro portante della nuova essenza
vitale dell’edificio;
-
la sommatoria della produzione culturale
ad esso legata;
- il tramite per la lettura architettonica della struttura antonelliana.
PIANO
TERRENO

Ipotesi progettuale di base
del logo e di alcune sue applicazioni, per una
possibile immagine coordinata relativa
al ‘Sistema Culturale Casa
Bossi’.

Pianta piano terreno - individuazione delle destinazioni d'uso
PIANO TERRENO
Il piano
terreno sarà variamente utilizzato con tutti i diversi ambiti d’uso
precedentemente individuati ad esclusione della specifica residenza abitativa.
Troveranno
infatti adeguata sistemazione, valorizzando gli ambienti che ospiteranno le
nuove funzioni, spazi espositivi per allestimenti temporanei e/o manifestazioni
culturali di varia natura, organizzati specificamente con diverse possibilità
di utilizzo e fruizione, oltre a tutti i servizi connessi a tali manifestazioni
ed alle strutture logistiche di coerente pertinenza.
In
particolare troveranno sistemazione al piano terreno tre fondamentali diverse
presenze: la portineria, gli spazi espositivi temporanei, i servizi direttamente
collegati al supporto delle mostre e manifestazioni presenti.
L’alloggio
del custode e la portineria assumono un’importanza fondamentale nel contesto
del restauro generale con funzioni di tipo connettivo e strategico.
Si è
ritenuto determinante l’inserimento di queste specifiche destinazioni d’uso
funzionali (peraltro già presenti, seppur in forme diverse, durante tutto il
corso della vera vita dell’edificio) e si è voluto non considerarle minori
individuandone spazi di grande qualità e prestigio.
Il
controllo costante e la presenza continuativa rappresentano infatti innegabili
aspetti determinanti per il buon funzionamento della gestione complessiva.
Viene
infatti così garantito il controllo, la tempestività di intervento, anche solo
manutentivo, favorendo inoltre la memoria e la storicizzazione del bene.
E’
quindi stata prevista la riutilizzazione della guardiola posizionata
lateralmente all’ingresso dalla via Pier Lombardo, direttamente affacciata
sull’androne d’accesso e fornita di locale di servizio a disposizione nel
piano superiore ammezzato, utilizzabile tramite
l’esclusivo collegamento garantito dalla scala a chiocciola in ghisa,
presente.
Nella
parte nord-ovest, precisamente all’angolo compreso fra la scala secondaria e
l’androne d’accesso dal Baluardo Quintino Sella, è stato riorganizzato
l’alloggio per la famiglia del custode.
Questo
dispone di un collegamento interno con i locali di pertinenza al piano superiore
ammezzato e rappresenta nelle sue originalissime spazialità una preziosa unità
abitativa di grande suggestione e creativa vivibilità.
La parte centrale del piano
terreno, direttamente affacciata sul giardino anteriore con il pronao
aggettante, e comodamente disimpegnata dai porticati retrostanti verso la corte
interna e gli accessi, viene individuata nella sua globalità come sede di
allestimenti espositivi temporanei, mostre e manifestazioni diverse.
Questa
zona presenta saloni di grandi dimensioni e pregevolissime caratteristiche
architettonico-artistiche che possono permettere percorsi di visita articolabili
diversamente in relazione alle specifiche esigenze ed assolvere
contemporaneamente ad altre importanti funzioni quali la visita antonelliana del
monumento, l’utilizzo degli spazi per spettacoli, celebrazioni, eventi di
rappresentanza ed altro ancora.
Di
particolare importanza nell’individuazione delle nuove funzioni assegnate
risulta essere la posizione, infatti il piano terreno permette di gestire in
modo più che soddisfacente l’accessibilità e la sicurezza di questi spazi
senza compromettere alcunché delle proprie caratteristiche peculiari.
Per
favorire un utilizzo costante del livello terreno anche oltre i periodi dedicati
alle mostre ed alle manifestazioni temporanee sopra ricordate, e quindi
garantirne una vita propria indipendente e soprattutto attiva, in sintonia col
progetto di produzione culturale legato al restauro generale di Casa Bossi, è
stato previsto l’inserimento di altre importanti funzioni.
Queste
risultano non slegate dalle manifestazioni temporanee ricordate, anzi a loro
supporto nei momenti specifici appositamente individuati, ma
in grado di essere assolutamente indipendenti nel corso di altri periodi
ed anzi autonome nel loro contributo di produzione culturale specifica.
In
quest’ottica si ricorda quindi il ‘bookshop-libreria novarese’,
l’ufficio ‘mostre e gestione spazi espositivi comunali’, l’open-space
informativo degli avvenimenti culturali, la caffetteria, ecc.
Naturalmente
altri spazi trovano precisa definizione come depositi specifici, locali per il
personale, servizi tecnici e tecnologici indispensabili al corretto
funzionamento di ogni attività prevista.
AMMEZZATO
DEL PIANO
TERRENO

Stralcio del progetto per il CENTRO STUDI ANTONELLIANI “Arialdo Daverio” che si ipotizza posizionato su questo livello, in ambienti di particolare fascino e suggestione spaziale.
Pianta ammezzato piano terreno - individuazione delle destinazioni d'uso
AMMEZZATO DEL PIANO TERRENO
Il
livello ammezzato del piano terreno sarà adibito a servizi accessori
dell’intero edificio, sostanzialmente di tipo tecnico e tecnologico, ma avrà
anche una precisa ed originale ‘connotazione antonelliana’ grazie ad una
nuova specifica destinazione appositamente individuata in una zona particolare
di grande suggestione architettonica.
Si
ipotizza infatti la predisposizione e l’allestimento di una serie di tre
locali, di modeste dimensioni, ma dotati di servizio, disimpegno, e particolare
fascino spaziale, per realizzare finalmente a Novara un ‘Centro Studi
Antonelliani’.
| Ipotesi di specifico logo identificativo del nuovo centro, realizzato partendo da alcuni schemi grafici originali, che l’ingegnere aveva personalmente elaborato | ![]() |
Il
centro studi potrebbe essere significativamente intitolato all’ing. Arialdo
Daverio identificandolo così con colui che costituisce e rappresenta il
prodromo della riscoperta dell’opera dell’architetto Alessandro Antonelli.
Recuperando
il suo archivio (per una parte forse si è ancora in tempo) si inizierebbe a
costituire un centro di studi e documentazione che, con la ‘Fabbrica Lapidea
di San Gaudenzio’ situata a due passi ed anzi direttamente ad esso collegata,
costituirebbe un fulcro di produzione culturale specifica, unico e …
probabilmente dovuto.
Si
è già accennato precedentemente alla presenza, su questo livello, di un locale
al servizio della portineria e del piano superiore dell’alloggio per il
custode.
Contemporaneamente troveranno sistemazione strategica, sul piano ammezzato in questione, una serie interconnessa di servizi tecnici e tecnologici, da un lato per la gestione dell’intero fabbricato e dall’altro specificamente individuati per le indispensabili e complesse strutture impiantistiche dei piani sottostante e soprastante, rispettivamente quello terreno e primo, caratterizzati da funzioni particolarmente complesse di tipo pubblico.
PIANO PRIMO

Michele Cascella, Baluardo Quintino Sella (Allea di Novara), tempera e pastello su carta, 68 x 100 cm., (1930 circa), appartenente alla Donazione Ettore Bossi, oggi conservato presso la Galleria Giannoni, INV.333.
L’avvocato
Ettore Bossi, …collezionista di pittura dell’Ottocento, e non dei minori,
aveva fatto stampare nel 1932 il catalogo delle centocinquanta opere raccolte
nella casa di famiglia, lo splendido palazzo antonelliano di baluardo Quintino
Sella. Emblematicamente, proprio un’opera che prende a soggetto questo angolo
di Novara può essere segno del ruolo di Bossi in quel momento di apertura della
città all’arte contemporanea: il pastello di Michele Casella, chiamato ad
esporre nel 1930 nella prima Galleria privata d’arte, la Cotroney, era stato
acquistato dal nostro e subito donato alla Pinacoteca Giannoni.
(Cfr. AA. VV., Dalla raccolta privata alla pubblica
galleria, indagine e scoperte nei depositi dei Musei novaresi, Comune di
Novara – Assessorato per la Cultura e Musei,
Arengo del Broletto, 15 dicembre 1995 - 14 gennaio 1996, Tip. S.Gaudenzio,
Novara, 1995, pp.20-21).
PIANO PRIMO
Il piano nobile accoglierà spazi pubblici di interesse culturale specificamente
definiti nelle loro diverse funzioni, tecniche, amministrative, espositive e
gestionali.
Insieme troveranno definitiva sistemazione importanti organismi e sedi di altre
diverse attività pertinenti e strettamente collegate.
Questi
nuovi spazi d’organizzazione saranno sia di natura amministrativo-gestionale,
quanto tecnica, di sussidio didattico e di servizio.
Tralasciando di soffermarsi su individuazioni specialistiche e tecnico tecnologiche che necessariamente troveranno i loro spazi essenziali anche in questo livello di particolare complessità impiantistica, il piano nobile sarà sostanzialmente occupato da due diverse, ma coerenti, nuove funzioni.
Il
progetto prevede di destinare l’intero livello del piano primo ad opportuni
spazi in grado di accogliere due nuove destinazioni d’uso, particolarmente significative
ed importanti, con tutte le strutture logistiche e di servizio loro connesse:
-
l’Assessorato per la Cultura, Musei,
Teatro e Spettacoli, del Comune di Novara
-
la Galleria d’Arte Moderna “Paolo e
Adele Giannoni”
Attualmente
l’Assessorato presenta collocazione ancora provvisoria e tre sedi diverse per
dislocazione fisica, competenze ed organizzazione operativa:
-
la ‘Sezione Biblioteca’,
diretta dalla dott.ssa Maria Carla Uglietti, con sede in Palazzo
Vochieri di corso Cavallotti (che ha recentemente subito uno specifico
intervento di ampliamento e ristrutturazione), dove si trovano tutte le
strutture organizzative connesse a questa fondamentale attività;
-
la ‘Sezione Musei’, diretta
dalla dott.ssa Maria Laura Tomea Gavazzoli, con sede in Palazzo
Faraggiana di via Ferrandi (che ha anch’esso da poco subito uno specifico
intervento di ristrutturazione), dove oltre alle varie funzioni strutturali del
servizio ha sede anche il Museo di Storia Naturale;
-
la ‘Sezione Teatro, Spettacoli ed
iniziative Culturali’, diretta dalla dott.ssa Antonella Colella,
con sede non ancora stabile e decorosamente definitiva, strutture logistico
organizzative insufficienti e localizzazione poco funzionale, determinata anche
dalle varie soluzioni di ripiego provvisoriamente adottate.
Casa
Bossi potrebbe rappresentare la soluzione ottimale, sotto vari punti di vista,
per dare finalmente una sede degna e definitiva all’Assessorato alla Cultura,
all’altezza di ciò che questo organismo dovrebbe rappresentare, dando
contemporaneamente sistemazione decorosa e funzionale alla sua ‘terza
sezione’, attualmente ancora l’unica in precaria situazione.
Così,
a suggello dell’investimento culturale complessivo ipotizzato per il recupero
di Casa Bossi, l’Assessorato alla Cultura riassumerebbe in sé l’idea
fondante del progetto, assolvendo finalmente in modo appropriato compiti
istituzionali e di rappresentanza oltre che di reale pratica funzione specifica.
In
una parte omogenea dell’edificio, differenziata e separata dalle altre zone
dedicate alle specifiche ‘Collezioni Novaresi’, ma ad esse strettamente
collegata ed interconnessa, sono infatti previsti specifici ambienti per
l’ufficio dell’assessore, la segreteria relativa, gli spazi di accoglienza
ed attesa, la direzione della sezione cultura, l’archivio,
l’ufficio teatro e spettacoli, l’ufficio iniziative culturali, la
sala riunioni e convegni ed i locali per il personale con i relativi servizi.
Nella
parte centrale del piano primo e per tutta la zona relativa alla facciata
principale del palazzo, dove si estendevano gli spazi di rappresentanza del
piano nobile dell’edificio nella sua originaria concezione, viene individuato
un percorso in successione di stanze e saloni che permette la collocazione
stabile e definitiva di alcune importanti collezioni d’arte moderna novaresi
che, elemento decisamente non secondario e trascurabile, certamente proprio in
questo luogo, hanno avuto i fondamentali contributi originali che ne hanno
determinato la genesi.
In
particolare si prevede la precisa collocazione di importanti collezioni
ottocentesche di tipo museale permanente e specificamente novaresi,
identificabili nella raccolta costituita dalla collezione d’Arte Moderna
‘Galleria Giannoni’, ma più precisamente e correttamente individuabili
nelle varie altre coeve o successive donazioni che la hanno integrata
cospicuamente, come la stessa collezione dell’ultimo
proprietario dell’edificio in questione, avvocato Ettore Bossi, o quella di
Emilio Aina, per arrivare alle più recenti di Luigi Marzoni Fecia di Cossato e
di Carlo Bechini.
Questa
specifica sistemazione, di assoluta compatibilità e pertinenza, potrebbe essere
fra l’altro un modo coerente, onesto e significativo, per riconoscere e
tramandare l’importante ruolo di attiva promozione culturale che l’avvocato
Bossi ha per lungo tempo occupato, in prima persona ed a vario titolo, nel
panorama colto novarese della sua epoca.
E’
da notare che attualmente in pratica tutte queste opere non hanno adeguata sede
espositiva e risultano, se non pressoché sconosciute, sicuramente sottostimate,
non adeguatamente valorizzate e fondamentalmente poco produttive perché non
fruibili direttamente nella loro completa originalità.
La
nuova sede individuata disporrà di particolari strutture direttamente collegate
quali la specifica quadreria (intesa come deposito organizzato e consultabile,
centro di studio, restauro, ecc.,) e la sala didattica, mentre evidentemente
risulterà garantita la completa ed indistinta accessibilità con una fruibilità
già prevista anche per disabili.
Queste
specifiche ricollocazioni individuate per il piano primo, insieme
all’istituzione di nuove strutture appositamente definite, permetteranno di
dare un assetto più funzionale ed efficace all’intero ‘sistema culturale’
di Casa Bossi, mentre contemporaneamente produrranno il decongestionamento di
altri importanti e strategici spazi novaresi, favorendone la possibilità di una
specifica, necessaria e più attuale ristrutturazione generale.
AMMEZZATO DEL PIANO PRIMO

Suggestivo scorcio verso il Baluardo Quintino
Sella, ripreso da una finestrella di un particolarissimo ambiente (attualmente
inagibile) posto al livello ammezzato del piano primo, al centro del pronao
della facciata principale dell’edificio.
Pianta ammezzato piano primo - individuazione delle destinazioni d'uso
AMMEZZATO DEL PIANO PRIMO
L’ammezzato
del piano nobile, servirà quasi in modo esclusivo per locali tecnici e di
servizio, sia per le zone pubbliche quanto per le parti riservate agli usi
privati.
Anche
questo livello, caratterizzato da superfici e spazi quantitativamente nel
complesso molto limitati, non mancherà di rappresentare con pertinente
originalità le sue nuove funzioni, assolvendo compiti minori, quali il deposito
per attrezzature di servizio e manutenzione del palazzo, ma anche specifici di
organizzazione complessiva dei locali tecnici comuni o di supporto tecnologico
speciale per una particolare sala espositiva sottostante, sulla quale un
ambiente del piano si affaccia direttamente.
PIANO SECONDO

Significativo
esempio di recupero abitativo, di un appartamento della seconda casa Ponzio
Vaglia, realizzata da Alessandro Antonelli a Torino nel 1843-44, attraverso il
progetto degli architetti Pio Luigi Brusasco e Giovanni Torretta, che dimostra
in modo esemplare come sia possibile rifunzionalizzare un’architettura
antonelliana, conservandola e valorizzandone le peculiari straordinarie
caratteristiche.
(Cfr. Giovanni Torretta, Torino, Contrada della Rocca. Una casa di Alessandro Antonelli architetto innovatore, in: Abitare, n°258, ottobre 1987, Milano, pp.202-217, fotografia di Daniele Regis, riprodotta direttamente dalla rivista citata).
Pianta piano secondo - individuazione delle destinazioni d'uso
Il
secondo piano verrà interamente riutilizzato con unica comune destinazione
residenziale abitativa.
Le
diverse unità immobiliari individuate potranno quindi essere concesse,
evidentemente tramite specifiche convenzioni particolari, ad usi privati
vincolati.
In
particolare, nel pieno rispetto della struttura architettonica originale, anzi
valorizzandone alcune peculiari caratteristiche, sono state individuate sei
distinte unità abitative diverse.
Ogni
appartamento, oltre che dalle ampie, comode e luminose scale antonelliane, è
servito da nuovi ascensori appositamente studiati ed ubicati in modo funzionale,
ma non invasivo o visibile, nel pieno rispetto dell’esistente. In particolare
due alloggi dispongono di collegamento verticale meccanizzato, di tipo riservato
esclusivo.
Per
ogni unità abitativa è stata prevista la specifica realizzazione di tutti i
servizi necessari alla completa rifunzionalizzazione, senza alterare
l’impianto murario originale, ma garantendo una attuale e moderna fruibilità
degli spazi esistenti che sono stati riorganizzati considerando i numerosi
elementi di pregio ovunque presenti.
Un
arredo particolarmente attento e specificamente progettato permetterebbe infine
di ottimizzare anche gli ambienti che, ad una prima visione, potrebbero apparire
dimensionalmente quasi eccessivi in questa iniziale rappresentazione che risulta
necessariamente scarna ed incompleta.
Le
diverse unità presentano ognuna specifiche ed originali connotazioni
dimensionali, di orientamento e di taglio compositivo, che le rendono comunque
uniche, prestigiose ed indistintamente speciali.
Da
una prima generale quantificazione fisica delle diverse Superfici Lorde
complessive di Pavimento, le stesse risultano:
- Unità abitativa 2.1 di mq. 112 circa di s.l.p.
- Unità abitativa 2.2 di mq. 153 circa di s.l.p.
- Unità abitativa 2.3 di mq. 150 circa di s.l.p.
- Unità abitativa 2.4 di mq. 169 circa di s.l.p.
- Unità abitativa 2.5 di mq. 154 circa di s.l.p.
- Unità abitativa 2.6 di mq. 213 circa di s.l.p.
In
questa prima sommaria quantificazione planimetrica non risultano evidentemente
computati i vari spazi comuni e le eventuali pertinenze, così come terrazze,
balconi, portici, sottotetti e volumi tecnici quali vani scale, ascensori, ecc.
PIANO TERZO

Vista
di un particolare ambiente del piano terzo, posto dietro il timpano della
facciata principale del palazzo.
Se
da un lato l’immagine (scattata nel maggio 2001) evidenzia lo stato di
profondo degrado in cui si trova l’edificio, dall’altro, osservando ad
esempio solo la grande complessità delle diverse aperture qui presenti, appare
evidente come estremamente stimolante possa risultare la percezione di questi
ambienti caratterizzati da una singolare ed originalissima spazialità.
Pianta piano terzo - individuazione delle destinazioni d'uso
TERZO PIANO
Per
il terzo piano è stato previsto l’utilizzo della parte abitabile, quella
posizionata sul fronte principale dell’edifico con l’affaccio sul Baluardo
Quintino Sella, con specifica destinazione residenziale mentre, nella zona
retrostante parzialmente di sottotetto, è stato precisamente individuato anche
un nuovo percorso.
Questo,
oltre ad assolvere compiti di distribuzione funzionale diversi, (si pensi solo
alla possibilità di dare compiuta continuità ai collegamenti verticali
esistenti senza limitarne univocamente ed a senso unico il loro utilizzo),
permette la realizzazione di un nuovo specifico percorso per la visita
architettonico-antonelliana dell’edificio, che garantisce una fruibilità di
particolare interesse specifico e grande suggestione generale.
Tale
nuova connessione non comporta interferenze o compromessi con le altre diverse
funzioni individuate sul medesimo piano, anzi risulta essere autonoma ed
indipendente.
Le
tre diverse unità abitative individuate su questo ultimo livello
dell’edificio risultano avere le medesime caratteristiche già ricordate per
le stesse del piano sottostante, ma godere di una vista ininterrotta sul
panorama delle Alpi ancora più entusiasmante ed unica.
Da
una prima generale quantificazione fisica delle diverse Superfici Lorde
complessive di Pavimento, le stesse risultano:
- Unità abitativa 3.1 di mq. 158 circa di s.l.p.
- Unità abitativa 3.2 di mq. 173 circa di s.l.p.
- Unità abitativa 3.3 di mq. 214 circa di s.l.p.
In
questa prima sommaria quantificazione planimetrica non risultano evidentemente
computati i vari spazi comuni e le eventuali pertinenze, così come terrazze,
balconi, portici, sottotetti e volumi tecnici quali vani scale, ascensori, ecc.