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Cichin 'd'la paieta
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A metà del secolo scorso,
anche Novara era frequentata da diversi
originali personaggi, alcuni ricordati da scrittori locali, fra cui Dante
Graziosi che ha dedicato un intero libro ad uno di essi: "Nando dell'Andromeda".
Altri invece vivono solo nei ricordi di chi li ha conosciuti: per uno in
particolare, le nostre indagini presso la Famiglia Nuaresa, l'avv. Genocchio,
Tencaioli, Barisonzo e Capra, non ci hanno ancora permesso di reperire una foto
od almeno un immagine di questo girovago che frequentava i locali pubblici
dell'epoca, raggranellando qualche lira suonando una fisarmonica e divertendo
gli astanti con la sua simpatia e comicità; egli non viveva in città, ma la
raggiungeva in bicicletta, o con mezzi di fortuna. Su Il Corriere di Novara del
01/11/04 Giuseppe Tencaioli così lo ricorda "Egli
era un caminant con tutte le carte in regola. Il nome gli era stato
affibbiato perché ogni giorno dell'anno, con il sole o con la pioggia, portava
sempre in testa un cappello di paglia di quelli molto di moda negli anni
ruggenti. Era alto ed allampanato, loquace e con la battuta pronta. Quando si
metteva a sedere sulla riva del canale ed iniziava la caccia alle pulci, noi
ragazzi interrompevamo i nostri giochi per goderci lo spettacolo"
Amiamo pensare che egli abbia lasciato traccia di sé nel suo paese di origine,
sito nei pressi di Novara, e che ora un suo discendente stia ripercorrendo le
sue tracce per conoscere la città che lo ha ospitato e nutrito. Egli,
rovistando in un baule, unica eredità di suo "zio", ha trovato la
magiostrina che usava come copricapo e che gli ha conferito il soprannome di
"Cichin 'd'la paieta".
Quanto segue é la cronaca della visita a Novara del Cichin del XXI secolo,
iniziata nel mese di agosto del 2006, e che, speriamo, possa essere fonte di
interesse e di riflessioni.
Egli, forse per via dei cromosomi, ama la vita semplice ed umile, ed é in grado
di osservare quanto i più non notano, per superficialità o forse perché
immersi in fatti più "importanti". Non possiede la televisione, ma
ama smanettare una vecchia
radio portatile a transistor, che gli fornisce tutte le informazioni che gli
occorrono. E per i brevi spostamenti utilizza una
FIAT 500 rossa, di quelle con le portiere che si
aprono controvento ... da tenere ben chiuse quando si viaggia; aria condizionata
gratis, basta aprire il tetto, oppure i deflettori.
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Ingresso in città
Dicevamo che la scoperta della città di suo "zio", avviene in agosto
del 2006, più precisamente il 19. Appena scollinato un cavalcaferrovia, ecco il
cartello toponomastico; occorre fotografarlo, per ricordo, ed anche perché é
piuttosto curioso.
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Vediamolo insieme:
Certamente non é il miglior biglietto da visita, e sarebbe opportuno provvedere al più presto a fare ordine e pulizia. |
Risalito in auto, decide di addentrarsi alla ricerca di un posteggio centrale; all'incrocio fra viale Dante e via Solferino, ecco un cartello che invita a proseguire per raggiungere un autosilo.
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Anche qui la vegetazione copre in
parte i cartelli, ma ben visibile risulta essere quello
dell'"autosilo". |
Avanti dunque lungo la via Solferino, ove Cichin ricorda di aver letto dell'esistenza dell'Asilo san Lorenzo, edificio del 1935 progettato dall'architetto Luigi Cantoni e citato nei libri di architettura novarese che egli ha consultato prima di affrontare il viaggio (fra cui una recente pubblicazione degli architetti Beltarre, Mossoti e Reda); gli risulta inoltre che suo "zio" avrebbe assistito all' inaugurazione del monumento da parte del duce. Ma la politica non lo ha mai appassionato; l'arte invece sì, e pertanto é lieto di poter vedere con i suoi occhi tanta bellezza.
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Ma cosa é quella punta in ferro e
vetro, del tutto anacronistica con le linee architettoniche del monumento,
frutto di un senz'altro avventato restauro ? Sul libro che ha consultato
essa non appare. |
Deluso, risale in macchina ed in poche decine di metri
raggiunge l'autosilo. ![]()
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Ma ... non é possibile ... per arrivare qui ho seguito i cartelli ... ed ora scopro che non posso entrare ! |
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E, mentre, perplesso, si domanda cosa fare, gli si avvicina
il titolare di un vicino negozio che gli dice: "Sono anni che il parcheggio
é solo per gli abbonati; anch'io ho preso un posto auto. I cartelli ? Si sono
dimenticati di levarli !"
"Ma allora dove posso posteggiare ... i posteggi a raso sono tutti
occupati". "Vada a destra e poi al semaforo a sinistra, troverà una
piccola piazzetta di fronte ad un negozio di articoli sportivi, ove potrà
sostare". Il Cichin ringrazia e prosegue lungo la via indicata.
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Finalmente posso sostare l'auto. Ma
... dov'è il parcometro ? Vediamo cosa dice il cartello |
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Parcometro a pagamento in via Monte Ariolo. Bene ... sarà una via limitrofa a questa piazzetta. Vediamo a destra .... |
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... no questa é un'altra via. Vediamo quindi a sinistra .... |
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... ma questa via non ha nome. Ma potrebbe essere quella giusta, vediamo se in fondo trovo il parcometro. |
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No ... neanche questa é la via Monte Ariolo. Ma allora dove sarà il parcometro ? Che sia una caccia al tesoro ? Meglio ritornare alla macchina e chiedere ad un passante. |
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"Il vicolo Monte Ariolo ? Semplice ... prenda la via Ferrandi e quindi la prima a destra". Ma ... anche questa via é priva del cartello recante il nome. Proviamo a cercare il parcometro. Eccolo, quasi nascosto dalle auto in sosta. |
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Oltre che di difficile raggiungimento
é anche piuttosto sporco e con strani tubi che emergono dal terreno
sconnesso. Ma un poveretto con difficoltà a camminare come può raggiungerlo,
sempre che lo trovi ? |
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zona di sosta e cartello |
| macchina
erogatrice di biglietti |
La collaborazione alla realizzazione di queste pagine
é gradita, scrivete a: astrea@msoft.it
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