
Alberto Pacelli
Il documento che segue è esattamente quanto fattoci pervenire dal candidato. Non è stata apportata alcuna modifica ne aggiunta. ASTREA pertanto non si assume alcuna responsabilità per i contenuti. ASTREA possiede l'originale del documento inviato dal candidato.
PROGRAMMA ELETTORALE
Novara è una città dalla non comune storia economica. E'
stata un centro industriale con molteplici settori produttivi e con istituti di
ricerca di valore internazionale. Ha una ricca, diffusa e diversificata rete di
piccole e medie imprese e di attività terziarie. La sua collocazione geografica
ne ha fatto un punto di incrocio strategico dei collegamenti ferroviari e viari
per il trasporto delle merci e delle persone nel resto d'Italia e in Europa.
Novara sarebbe, perciò, potuta diventare un importante e moderno capoluogo di
provincia a carattere e con respiro europeo.
Invece è diventata una città in lento ma continuo declino, sempre più scialba
e anonima, che si chiude su se stessa e che sta perdendo anche la sua antica
tradizione di città economicamente vivace. Di questa situazione, per i poteri
di cui disponevano, per il ruolo al quale avrebbero potuto e dovuto assolvere,
per le preziose ed irripetibili occasioni che la città ha perso particolarmente
nell'ultimo decennio, i cittadini novaresi considerano responsabili i pubblici
amministratori. Una responsabilità che ha innescato un processo di disaffezione
di molti di loro nei confronti del Comune: processo di disaffezione che nel
corso degli ultimi anni si è esteso a molte altre persone a causa del
comportamento della Amministrazione Comunale uscente nella gestione dei compiti
d'istituto, dai lavori pubblici all'urbanistica, dall'ambiente alla cultura,
agli interventi socio-assistenziali. Ma soprattutto per il mancato ascolto delle
proposte o delle proteste dei cittadini e per la eliminazione nei fatti della
partecipazione dei Quartieri alle scelte della vita amministrativa.
Il declino e la decadenza della città, la progressiva divaricazione fra un
numero crescente di cittadini e l'istituzione Comune considerata estranea quando
non anche ostile, non solo non possono lasciare indifferenti, ma debbono
costituire i punti di riferimento guida per ogni futura amministrazione.
Non è più tempo di libri dei sogni e di promesse che si sa a priori che non
potranno essere mantenute.
L'impegno che pertanto il sottoscritto e i candidati della lista "Idee per
Novara" assumono come prioritario ed al quale ispireranno i propri
comportamenti e la propria azione di amministratori è quello di operare, in
tutte le sedi, per fermare il declino e la decadenza della città e ristabilire
un rapporto di fiducia fra i cittadini ed il Comune.
OPERAZIONE FIDUCIA
Ristabilire un rapporto di fiducia fra i cittadini e il
Comune è possibile, oltre che necessario. A condizione, però che si determini
una svolta nel MODO di amministrare la città per cui i novaresi siano, vengano
considerati, e si sentano i soggetti protagonisti della vita amministrativa
della propria città. Questa è, oltretutto, la condizione senza la quale non
sarà possibile fermare il declino e risalire la china.
Le strade e i marciapiedi di Novara non sono mai state tanto e tanto
diffusamente dissestate come in questi ultimi anni. I cittadini, giustamente e
legittimamente, protestano e ne sollecitano la sistemazione.
Ma la decisione su dove intervenire prioritariamente e sull'ammontare degli
investimenti va discussa ed assunta con i cittadini. Non può e non deve
continuare ad essere prerogativa di alcuni pochi eletti. Va discussa ed assunta
assieme a tutti i cittadini che lo vogliano. Di modo che possano sapere e
compartecipare alle scelte responsabilmente e con cognizione di causa.
La predisposizione e l'approvazione del bilancio comunale sono i momenti più
importanti della vita amministrativa del Comune perché con il bilancio si
decide dove e quanto spendere e quali investimenti compiere. Ma i cittadini in
questi anni ne sono stati praticamente esclusi. E questo è uno dei motivi che
ha concorso ad aumentare la divaricazione con l'Amministrazione Comunale. I
cittadini, invece, devono essere chiamati a discutere sia i settori nei quali
bisogna spendere ed investire che le priorità di ciascun settore e devono poter
compartecipare alle decisioni.
Ma vanno, soprattutto messi in grado di conoscere e di poter discutere i bilanci
consuntivi del Comune per valutare in che misura le promesse dei bilanci
preventivi si sono tradotte in fatti.
Le difficoltà, quando non addirittura l'impossibilità, di stabilire un
rapporto con gli amministratori comunali è uno dei fattori che determina la
disaffezione dei cittadini
Va pertanto istituito, da subito, un filo diretto fra amministratori e cittadini
ai quali deve essere garantito il diritto di avanzare proposte, richieste,
reclami e il diritto di ricevere risposte rapide e puntuali. E' sempre più
diffusa la convinzione che i programmi dei candidati fanno parte di un rituale
inutile e sostanzialmente bugiardo perché i candidati una volta eletti ne
prescindono e fanno quello che vogliono.
La ricucitura dello strappo fra cittadini ed istituzioni passa anche
dall'assunzione pubblica dell'impegno delle candidate e dei candidati che se
eletti uniformeranno il proprio comportamento amministrativo ai contenuti del
programma e che sottoporranno ogni eventuale ipotesi di modifica ad una pubblica
discussione con i propri elettori.
Norme semplici ma dal contenuto democratico e partecipativo rivoluzionario.
Accettarle significa rinunziare a porzioni significative di "potere"
per trasferirle ad un nuovo soggetto politico: il cittadino e per contribuire a
ricostruire un rapporto di fiducia fra cittadini e pubblica amministrazione.
Per quanto ci riguarda - candidato Sindaco e candidati della lista Idee per
Novara - assumiamo pubblico impegno d'onore a farle nostre e a rispettarle con
estremo rigore.
UN'IDEA D'AMORE
Vi sono interventi che costano la volontà di farli e che
possono cambiare il volto della città... e la qualità della vita dei suoi
abitanti come RENDERE E MANTENERE PULITE:
le strade, i marciapiedi, le are verdi
l'aria: sia dalle puzze che dagli inquinamenti
i corsi d'acqua: i torrenti, i canali, le rogge e i cavi
Per quanto ci riguarda - candidato Sindaco e candidati della lista Idee per
Novara - ci impegnamo ad attivare immediatamente dopo le elezioni i meccanismi
amministrativi perchè questi interventi siano fra i primi argomenti da
sottoporre alla discussione ed alla decisione del Consiglio Comunale.
UN'IDEA DI CITTA' PER TUTTI
Per come sono male organizzati il traffico e la mobilità e
per la presenza assurda ed incivile delle barriere architettoniche (che invece
di diminuire aumentano), l'uso della città crea costantemente problemi per
disabili e anziani e genera conflitti fra ragazzi e adulti, pedoni ed
automobilisti.
La città va resa eguale per tutti perché è di tutti ed il suo uso non può
essere discriminante.
Vanno fatte sparire tutte le barriere architettoniche disseminate dalla Pubblica
Amministrazione in tutte le parti della città.
Va fatto un "PIANO MARCIAPIEDI COMUNALE" che interessi tutti i
quartieri in cui siano dettagliatamente indicati i marciapiedi da rifare o
sistemare, i costi e le date degli interventi. Un piano da discutere e
concordare con i cittadini ed i consigli circoscrizionali.
Va studiato ed attuato, con la partecipazione dei cittadini e dei quartieri, un
piano di VELOCITA' DIFFERENZIATA degli autoveicoli sui corsi e viali (quella
stabilita dal codice della strada) e nelle strade interne di quartiere
(ridotta).
Vanno rivisti i piani del traffico, della mobilità e dei parcheggi e discussi
quartiere per quartiere con i cittadini e i consigli circoscrizionali di modo
che alle conoscenze professionali dei tecnici si uniscano le conoscenze dei
bisogni e delle realtà territoriali delle persone che vi abitano.
Per quanto ci riguarda - candidato Sindaco e candidati della lista Idee per
Novara - ci impegniamo a predisporre tutti gli atti necessari affinché il
Consiglio Comunale possa discutere ed assumere le necessarie decisioni.
UN'IDEA VERDE
Per lunghi anni, e per buona parte ancor' oggi, le
Amministrazioni Comunali hanno considerato il verde come "arredo
urbano". Il verde come abbellimento e non come fonte di salute e di vita
quale è.
Fare di Novara la città dei centomila alberi (uno per abitante)
Realizzare un anello verde che circondi la città ricongiungendo e sistemando le
vecchie strade di campagna: che ancora esistono.
Un anello che sia percorribile a piedi e in bicicletta e che si colleghi
direttamente con le tre grandi aree destinate a parco.
Sistemare la valletta dell'Arbogna impedendo ogni stravolgimento facendone un
luogo di memoria e di godimento della natura.
Predisporre, con gli altri Comuni interessati, il piano intercomunale previsto
dal Piano Territoriale Regionale Ovest Ticino, nel cui contesto progettare e
realizzare il Parco del Terdoppio.
Realizzare, finalmente, quello che fu definito il parco degli ozi fecondi
dell'Agogna facendone una grande area verde attrezzata.
IDEE PER RISALIRE LA CHINA
(DEL DECLINO E DELLA DECADENZA)
I quartieri di S.Agabio e del Centro sono l'emblema del
declino e della decadenza di questa città.
Sia l'uno che l'altra possono essere fermati e la china può essere risalita a
condizione però che per ambedue i quartieri si dia vita ad un articolato, e
ovviamente diversificato, complesso di interventi che interessino TUTTO il
quartiere in modo da mettere in moto una loro trasformazione progressiva ma
complessiva.
La sconfitta della decadenza e del declino dei quartieri di S.Agabio e Centro ed
il loro rilancio sono la chiave di volta per per il rilancio della città e per
fare di Novara un moderno capoluogo di provincia di carattere e di respiro
europeo.
IL QUARTIERE S.AGABIO
A S.Agabio il rilancio non può che partire da un progetto di RIUSO COMPLESSIVO
di TUTTE le aree industriali, ferroviarie e militari dismesse (o che possono
essere dismesse) che sia il fulcro di un rilancio complessivo di quella vasta
area che va dal centro intermodale merci alla stazione ferroviaria che abbia
come punti forti:
Una struttura fieristica specializzata per prodotti e settori merceologici dei
paesi europei e per esposizione permanente dei prodotti novaresi
Un centro congressi polifunzionale con annessa struttura alberghiera e per la
ristorazione
Un'area attrezzata per piccole e medie industrie e per aziende artigiane per
attività produttive innovative e ad alto contenuto tecnologico
Una sede per tutte le facoltà ed i corsi di laurea non insediati nell'ex
Caserma Perrone in modo da costituire il secondo polo universitario della città
Una struttura per musei e mostre con ampi spazi coperti per attività musicali e
teatrali dei giovani in modo da costruire il polo culturale della città
Una vasta porzione di territorio collegabile ad est con l'autostrada e ad ovest
con la ferrovia con al suo interno l'area commerciale, quella produttiva e della
ricerca, l'area universitaria e quella culturale, l'area verde che funge da
tessuto connettivo di tutto il territorio
IL QUARTIERE CENTRO
Il rilancio del quartiere postula una ridefinizione della sua funzione nel
contesto delle attività economiche cittadine e un PIANO COMPLESSIVO DI RECUPERO
della città romana, medievale e ottocentesca che ne ridisegni il volto con una
serie di interventi articolati ma culturalmente unitari:
Parcheggi multipiani sotterranei in modo da liberare vie, piazze e viali da
realizzarsi nell'intorno del quartiere in modo da non renderne disagevole
l'accesso
Recupero delle caratteristiche originarie delle strade con la eliminazione di
tutti i rattoppi e di tutte le sovrapposizioni
Un piano unitario di sistemazione delle piazze (Martiri, Puccini, Duomo, delle
Erbe, Matteotti, Gramsci, Bellini) che ne definisca l'assetto in una con le vie
che le congiungono (Rosselli, Dominioni)
Recupero della parte storica del Castello con la eliminazione di tutte le
sovrapposizioni. Sistemazione ad anfiteatro dell'area circostante e sua
congiunzione con il fossato, il viale delle carrozze, il parco dei bambini e
quello di via Biglieri e l'utilizzo dell'ex palestra e dell'ex cinema G.I.L..
Studio per la valorizzazione della città romana
Porre fine alla vergogna di casa Bossi che, non va dimenticato, fu costruita
come abitazione privata. Il problema non è quello di trasformarla in struttura
pubblica ma di garantire con disposizioni precise, rigorose ed inequivoche, che
la si recuperi come la pensò e la realizzò l'Antonelli.
Fare una mappa delle proprietà comunali e delle proprietà di enti pubblici.
Determinarne le condizioni. Definirne le possibili destinazioni. Valutare i
costi e formulare i tempi degli interventi con eventuali partecipazioni di
privati.
In questo quadro va rifiutata l'alternativa vecchio-nuovo ospedale nell'ottica
di una gigantesca operazione finanziaria edilizia.
Non bisogna mai dimenticare che si tratta di una struttura insostituibile per la
salute e la vita delle persone.
ogni discussione va quindi impostata e condotta nel massimo della chiarezza,
della trasparenza, ragionando su bisogni reali, disponibilità esistenti, costi,
destinazione degli edifici e delle aree, assetto urbano della città.
IMPEGNO FINALE
A Novara vi sono molti problemi aperti che richiedono
approfondimenti di contenuti e indicazioni metodologiche. Troveranno adeguata
trattazione in note e schede specifiche predisposte con la partecipazione di
associazioni, organizzazioni e singoli cittadini possessori di specifiche
conoscenze ed esperienze
Il programma così come formulato è un documento aperto. Chiunque voglia può
contribuire a modificarlo, migliorarlo, integrarlo.
Sono Idee che chiedono Idee per modificare il modo di amministrare la città,
fermare il declino e la decadenza, risalire la china: che a Novara sono
questioni prioritarie.
Alberto Pacelli
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