ottavo quesito


Le ultime Amministrazioni Comunali hanno lodevolmente dotato la Città di un significativo numero di piste ciclabili per un altrettanto importante chilometraggio.
Tuttavia esse sono scarsamente utilizzate perché spesso la loro segnalazione è del tutto scomparsa per mancanza di qualsiasi manutenzione dopo il primo tracciamento. In altro caso la pista ciclabile realizzata manca assolutamente di indicazione della sua stessa esistenza. (Da quattro anni una associazione ciclistica novarese chiede inutilmente che venga posata la segnaletica verticale per la nuova pista di viale Dante.)
Manca comunque una organica indicazione per gli utenti circa la continuità dei percorsi, gli inserimenti o le uscite dalla viabilità aperta agli altri mezzi.
Con quale priorità ritiene che la normalizzazione di questa situazione sia da affrontare ed in quali tempi? E in tale normalizzazione si inserisce un potenziamento di funzionalità dell’Ufficio Riqualificazione Mobilità Urbana e relativa valorizzazione del suo compito?


Gli Amici della bici di Novara e la ciclabilità urbana un interessante link


Massimo Giordano
Per le piste ciclabili è senz'altro necessaria una migliore segnaletica. In molti punti è anche opportuno segnalare i possibili collegamenti fra i vari tratti dell'intera rete ciclabile. Dal momento che la bicicletta è sì un mezzo di trasporto per spostarsi per le esigenze quotidiane, ma anche un mezzo per lo svago e il tempo libero, l'Amministrazione è intenzionata a raccordare le piste ciclabili cittadine con la rete viaria secondaria presente nei dintorni della città.


Bruno Lattanzi (pervenuta solo via fax)
Penso che il problema posto sia uno di quelli di priorità assoluta, anche perché (fax illeggibile) specifica volontà politica, essendo dal punto di vista economico tra gli interventi più "sopportabili". Si tratta (fax illeggibile) ed implementare il lavoro già svolto, con le necessarie operazioni segnaletiche e di ripristino di eventuali (fax illeggibile).
Ma a me sembra ancor più decisivo il mettere in rete i percorsi cittadini con un (fax illeggibile) di piste che permettano di collegare (cosa fattibilissima per la tipologia della nostra città) rapidamente il centro con le periferie di campagna e percorsi cascinali in grado di valorizzare e rendere godibile, e goduto il tipico habitat (fax illeggibile).
Anche questo a me sembra un terreno su cui incentivare un rinnovato ruolo dei comitati di quartiere.


Antonio Malerba
Entro la fine del 2001, con il bando di gara in corso di emanazione le numerose piste ciclabili esistenti avranno una manutenzione efficace ed efficiente. Sarà mia cura attuare un altrettanto chilometraggio di piste pari se non superiore a quelli esistenti e sarà mia premura promuovere l’utilizzo delle stesse. E’ mia intenzione inserire nella nuova progettazione percorsi protetti casa-scuola, istituire ambiti di sicurezza a 30 Km, proteggere l’utenza più debole, pedoni e ciclisti. Senza dubbio andrà potenziato il Servizio di riqualificazione urbana e mobilità.


Enrico Nerviani
La risposta è la continuazione di un discorso ripetuto e comune. Anche le piste ciclabili non possono essere una risposta a tesi del momento. Se si crede alla loro funzione, il Servizio Mobilità Urbana deve avere una più vasta possibilità di operare efficacemente.


Alberto Pacelli
Per le piste ciclabili vale lo stesso discorso fatto per strade e marciapiedi. Anche se i costi e i tempi di intervento saranno di gran lunga inferiori. Per quanto riguarda la carenza delle indicazioni è ovvio che bisogna porvi rimedio subito. Che senso ha averle realizzate se non sono fruibili? Per il futuro la loro realizzazione deve marciare di pari passo alla predisposizione e messa in opera della segnaletica necessaria.


Gian Battista Ronza
Concordo perfettamente con questa analisi, anche perché questi sono interventi dal costo davvero modesto e generano invece molteplici benefici.
Un altro impegno della nostra amministrazione nei confronti dei ciclisti riguarderebbe il traffico pesante che deve essere allontanato dalla città, in modo da rendere meno pericoloso e più salubre andare in bicicletta.


Giancarlo Travagin
E’ importante poter contare, per le piccole opere di manutenzione (buche stradali, sistemazioni di marciapiedi e piste ciclabili), su una ditta che si occupi di questi lavori. Attraverso una gara d’appalto si affiderà il compito alla società che ci garantirà il maggior numero di interventi al minor costo. E’ un modo per risparmiare sugli interventi di questo tipo, pur garantendo efficienza e continua cura delle strade.
Per il verde suggerisco di sfruttare al meglio la legge che consente la formazione di gruppi di ‘semi volontari’ (vengono pagati con cifre pressoché simboliche). Gruppi di pensionati o di persone in mobilità che si occuperanno della cura di aiuole o di piccoli spazi verdi. Naturalmente i grossi lavori di potatura o di piantumazione su aree vaste dovranno essere svolti da ditte specializzate. Ma la cura quotidiana spetterà a questi gruppi.
Gli interventi per le piccole opere e per la manutenzione del verde saranno naturalmente coordinati e dall’Ufficio Tecnico ed in particolare i primi dovranno essere seguiti dall’Ufficio Mobilità Urbana, il cui ruolo diventerà quindi fondamentale per garantire sicurezza ai cittadini e a tutti coloro che ogni giorno percorrono le nostre strade.


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