primo quesito

I progetti che interessano edifici pubblici comunali, espressi dall’Ufficio Tecnico del Comune, non vengono attualmente sottoposti all’esame della Commissione Edilizia prima della loro messa in esecuzione.
Con il mancato controllo di congruità degli interventi sul patrimonio edilizio comunale da parte dei qualificati componenti di detta commissione - che invece vigilano sui progetti proposti dall’edilizia privata - , non si è quindi potuto evitare, ad esempio, conseguenze di estrema serietà su un edificio (casa Bossi).
Ritiene di dover stabilire la regola di assoggettamento di tutti i progetti afferenti il patrimonio edilizio del Comune alla Commissione Edilizia Comunale, anche se a ciò non vi è obbligo di legge? E stabilire, se del caso, percorsi prioritari per eliminare eventuali ritardi nella esecutività facilmente imputabili, in seguito, ad una lentezza di esito dell’esame?


Massimo Giordano
Ritengo che i progetti che riguardano il patrimonio di appartenenza del Comune debbano anch'essi sottostare (come quelli dei privati) all'esame e all'approvazione della Commissione Edilizia Comunale. A seconda dell'importanza e dell'esigenza dell'opera, però, i progetti dovranno necessariamente seguire percorsi prioritari. In modo da evitare quei contrattempi e ritardi che possono pregiudicare e compromettere l'esecuzione degli interventi.


Bruno Lattanzi
La formulazione della domanda si presta ad un qualche equivoco, essendo il termine "patrimonio edilizio comunale" di per sé non esaustivo, perché non precisa altri vincoli, derivanti ad esempio dalla Sovrintendenza alle Belle Arti, che sono valsi nel caso citato di Casa Bossi con notevoli responsabilità.
Più in generale, tenendo conto di una legislazione che sembra muovere  al superamento delle commissioni edilizie, mi sembra deva valere un criterio generale: l'efficacia degli interventi va costruita  non sull'allentamento di vincoli di compatibilità, ma mettendo le strutture predisposte in grado di dare risposte in tempi reali attraverso gli interventi necessari (risorse professionali e finanziarie, semplificazioni legislative e di regolamenti , ecc...)
In questo ambito, e con le precisazioni dovute, ritengo sarebbe giusto che gli interventi sul patrimonio comunale fossero assoggettati alle stesse regole che valgono per quello privato, pur con gli opportuni percorsi prioritari, laddove necessari.


Antonio Malerba
Sono senz’altro d’accordo. Del resto il regolamento edilizio approvato dalla Regione Piemonte il 29 luglio 1999 già lo prevede.


Enrico Nerviani
In materia di progetti predisposti dagli Uffici Tecnici comunali, ho risposte meno certe di quelle che sembrano sottese alla prima domanda del questionario. Ritengo infatti motivo di dubbio la validità di una Commissione comunale, pur autorevolissima, che venga preposta alla valutazione della congruità di un intervento comunale rispetto all’impianto urbanistico della città.
La coerenza sotto questo profilo mi pare obbligatoria e inevitabile per un Ufficio Tecnico. Competenze e conseguenze pesano sul responsabile del progetto e del direttore del settore.
Oltre il confine della coerenza, nel merito architettonico ed ambientale, per edifici di proprietà comunali, e specialmente nei centri storici, le responsabilità del controllo e delle autorizzazioni sono della Soprintendenza e della Regione. Occorre che siano attivate, attente e che si esprimano nei tempi che sono propri di un Paese efficiente e trasparente.


Alberto Pacelli
Considero opportuno ed utile ed utile che i progetti predisposti dall'Ufficio Tecnico del Comune siano sottoposti all'esame della Commissione Edilizia. Non ho alcuna preoccupazione per i ritardi che un siffatto controllo potrebbe ingenerare. Perchè la nostra Commissione Edilizia si riunisce una volta alla settimana (ogni lunedì pomeriggio) ed a quanto mi risulta spesso ha preso in esame progetti protocollati al mattino. Gli eventuali ritardi non sarebbero quindi imputabili ai suoi tempi di lavoro.
Naturalmente il discorso vale se le Commissioni Edilizie non saranno soppresse (proposta Bassanini). Proposta alla quale sono assolutamente contrario.


Gian Battista Ronza
Il nostro movimento si propone a difesa della trasparenza, quindi riteniamo che le commissioni di controllo debbano esistere ed operare.
Un altro punto fondamentale che Italia dei Valori-Lista Di Pietro porta avanti e' la lotta alla burocrazia (abbiamo anche un'apposita commissione nazionale, al sito www.antiburocrazia.it), pertanto cercheremo, nell'amministrazione, di trovare tutti i percorsi per snellire le procedure, pur senza rinunciare all'efficacia dei controlli.


Giancarlo Travagin
Credo che sia opportuno il controllo su opere di grande portata, attraverso la costituzione di una Commissione ad hoc che si occupi solamente di recupero, ristrutturazione e costruzione di edifici pubblici. Per i piccoli interventi la responsabilità resta dell’Ufficio Tecnico Comunale, come stabilisce la legge.


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