Capo X - Organi del comune e della provincia
Art. 30. Organi. -
1. Sono organi del comune il consiglio, la giunta, il sindaco.
2. Sono organi della provincia il consiglio, la giunta, il presidente.
Art. 31. Consigli comunali e provinciali. -
1. L'elezione dei consigli comunali e provinciali, la loro durata in carica, il numero dei
consiglieri e la loro posizione giuridica sono regolati dalla legge.
2. I consiglieri entrano in carica all'atto della proclamazione ovvero, in caso di
surrogazione, non appena adottata dal consiglio la relativa deliberazione.
2-bis. Le dimissioni dalla carica di consigliere sono presentate dal consigliere medesimo
ai rispettivi consigli. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e
diventano efficaci una volta adottata dal consiglio la relativa surrogazione che deve
avvenire entro venti giorni dalla data di presentazione delle dimissioni.
3. I consigli durano in carica sino all'elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la
pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti
ed improrogabili.
4. Quando lo statuto lo preveda, il consiglio si avvale di commissioni costituite nel
proprio seno con criterio proporzionale. Il regolamento determina i poteri delle
commissioni e ne disciplina l'organizzazione e le forme di pubblicità dei lavori.
5. I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici,
rispettivamente, del comune e della provincia, nonché dalle loro aziende ed enti
dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all'espletamento
del proprio mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla
legge.
6. I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di iniziativa su ogni questione
sottoposta alla deliberazione del consiglio. Hanno inoltre il diritto di presentare
interrogazioni e mozioni.
7. Il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire il consiglio, in un termine
non superiore a venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri, o il
sindaco, inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste.
7-bis. Nei casi in cui il consiglio è presieduto dal sindaco o dal presidente della
provincia, questi ultimi provvedono alla convocazione del consiglio ai sensi del comma 7.
8. Le sedute del consiglio e delle commissioni sono pubbliche, salvi i casi previsti dal
regolamento.
Art. 32. Competenze dei consigli. -
1. Il consiglio è l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo.
2. Il consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali:
a) gli statuti dell'ente e delle aziende speciali, i regolamenti, l'ordinamento degli
uffici e dei servizi;
b) i programmi, le relazioni previsionali e programmatiche, [i piani finanziari ed i
programmi] i piani finanziari, i programmi ed i progetti di opere pubbliche, i bilanci
annuali e pluriennali e relative variazioni, i conti consuntivi, i piani territoriali e
urbanistici, i piani particolareggiati ed i piani di recupero, i programmi annuali e
pluriennali per la loro attuazione, le eventuali deroghe ad essi, i pareri da rendere
nelle dette materie;
c) [la disciplina dello stato giuridico e delle assunzioni del personale;] le piante
organiche e le relative variazioni;
d) le convenzioni tra i comuni e quelle tra comuni e provincia, la costituzione e la
modificazione di forme associative;
e) l'istituzione, i compiti e le norme sul funzionamento degli organismi di decentramento
e di partecipazione;
f) l'assunzione diretta dei pubblici servizi, la costituzione di istituzioni e di aziende
speciali, la concessione dei pubblici servizi, la partecipazione dell'ente locale a
società di capitali, l'affidamento di attività o servizi mediante convenzione;
g) l'istituzione e l'ordinamento dei tributi, la disciplina generale delle tariffe per la
fruizione dei beni e dei servizi;
h) gli indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e degli enti dipendenti,
sovvenzionati o sottoposti a vigilanza;
i) la contrazione dei mutui e l'emissione dei prestiti obbligazionari;
l) le spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative
alle locazioni di immobili ed alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a
carattere continuativo;
m) gli acquisti e le alienazioni immobiliari, le relative permute, gli appalti e le
concessioni che non siano previsti espressamente in atti fondamentali del consiglio o che
non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino nella ordinaria
amministrazione di funzioni e servizi di competenza della giunta, del segretario o di
altri funzionari;
n) la definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del
comune presso enti, aziende ed istituzioni, nonché la nomina dei rappresentanti del
consiglio presso enti, aziende ed istituzioni ad esso espressamente riservata dalla legge.
3. Le deliberazioni in ordine agli argomenti di cui al presente articolo non possono
essere adottate in via d'urgenza da altri organi del comune o della provincia, salvo
quelle attinenti alle variazioni di bilancio da sottoporre a ratifica del consiglio nei
sessanta giorni successivi, a pena di decadenza.
Art. 33. Composizione delle giunte. -
1. La giunta comunale è composta dal sindaco, che la presiede, e da un numero pari di
assessori, stabilito dallo statuto, non superiore a due nei comuni con popolazione
inferiore a 3.000 abitanti; non superiore a quattro nei comuni con popolazione compresa
tra 3.001 e 10.000 abitanti; non superiore a sei nei comuni con popolazione compresa tra
10.001 e 100.000 abitanti; non superiore a otto nei comuni con popolazione superiore a
100.000 abitanti e nelle città metropolitane.
2. La giunta provinciale è composta dal presidente, che la presiede, e da un numero pari
di assessori, stabilito dallo statuto, non superiore ad un quinto dei consiglieri
assegnati all'ente, con arrotondamento all'unità immediatamente superiore o inferiore in
modo da ottenere un numero pari e comunque non superiore ad otto.
3. Nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti e nelle province gli assessori
sono nominati dal sindaco o dal presidente della provincia, anche al di fuori dei
componenti del consiglio, fra i cittadini in possesso dei requisiti di compatibilità ed
eleggibilità alla carica di consigliere.
4. Nei comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti lo statuto può prevedere la
nomina ad assessore di cittadini non facenti parte del consiglio, in possesso dei
requisiti di compatibilità e di eleggibilità alla carica di consigliere.
Art. 34. Elezione del sindaco e del presidente della provincia - Nomina
della giunta. -
1. Il sindaco e il presidente della provincia sono eletti dai cittadini a suffragio
universale e diretto secondo le disposizioni dettate dalla legge e sono membri dei
rispettivi consigli.
2. Il sindaco e il presidente della provincia nominano i componenti della giunta, tra cui
un vicesindaco e un vicepresidente, e ne danno comunicazione al consiglio nella prima
seduta successiva alla elezione unitamente alla proposta degli indirizzi generali di
governo. Il consiglio discute ed approva in apposito documento gli indirizzi generali di
governo.
3. Chi ha ricoperto in due mandati consecutivi la carica di assessore non può essere nel
mandato successivo ulteriormente nominato assessore.
4. Il sindaco può revocare uno o più assessori, dandone motivata comunicazione al
consiglio.
Art. 35. Competenze delle giunte. -
1. La giunta collabora con il sindaco o con il presidente della provincia
nell'amministrazione del comune o della provincia ed opera attraverso deliberazioni
collegiali.
2. La giunta compie gli atti di amministrazione che non siano riservati dalla legge al
consiglio e che non rientrino nelle competenze, previste dalle leggi o dallo statuto, del
sindaco o del presidente della provincia, degli organi di decentramento, del segretario o
dei funzionari dirigenti, collabora con il sindaco e con il presidente della provincia
nell'attuazione degli indirizzi generali del consiglio, riferisce annualmente al consiglio
sulla propria attività e svolge attività propositive e di impulso nei confronti dello
stesso.
Art. 36. Competenze del sindaco e del presidente della provincia. -
1. Il sindaco e il presidente della provincia sono gli organi responsabili
dell'amministrazione del comune e della provincia.
1. Il sindaco e il presidente della provincia rappresentano l'ente, convocano e presiedono
la giunta, nonché il consiglio quando non è previsto il presidente del consiglio, e
sovrintendono al funzionamento dei servizi e degli uffici e all'esecuzione degli atti.
2. Essi esercitano le funzioni loro attribuite dalle leggi, dallo statuto e dai
regolamenti e sovrintendono altresì all'espletamento delle funzioni statali e regionali
attribuite o delegate al comune e alla provincia.
3. Il sindaco è inoltre competente, nell'ambito della disciplina regionale e sulla base
degli indirizzi espressi dal consiglio comunale, a coordinare gli orari degli esercizi
commerciali, dei servizi pubblici, nonché gli orari di apertura al pubblico degli uffici
periferici delle amministrazioni pubbliche, al fine di armonizzare l'esplicazione dei
servizi alle esigenze complessive e generali degli utenti.
4. In caso di inosservanza degli obblighi di convocazione del consiglio, previa diffida,
provvede il prefetto.
5. Sulla base degli indirizzi stabiliti dal consiglio il sindaco e il presidente della
provincia provvedono alla nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del
comune e della provincia presso enti, aziende ed istituzioni .
5-bis. Tutte le nomine e le designazioni debbono essere effettuate entro quarantacinque
giorni dall'insediamento ovvero entro i termini di scadenza del precedente incarico. In
mancanza, il comitato regionale di controllo adotta i provvedimenti sostitutivi ai sensi
dell'articolo 48.
5-ter. Il sindaco e il presidente della provincia nominano i responsabili degli uffici e
dei servizi, attribuiscono e definiscono gli incarichi dirigenziali e quelli di
collaborazione esterna secondo le modalità ed i criteri stabiliti dall'articolo 51 della
presente legge, nonché dai rispettivi statuti e regolamenti comunali e provinciali.
6. Prima di assumere le funzioni il sindaco e il presidente della provincia prestano
giuramento dinanzi al prefetto secondo la formula prevista dall'articolo 11 del testo
unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3.
7. Distintivo del sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica, da
portarsi a tracolla della spalla destra.
Art. 37. Mozione di sfiducia. -
1. Il voto del consiglio comunale o del consiglio provinciale contrario ad una proposta
del sindaco, del presidente della provincia o delle rispettive giunte non comporta le
dimissioni degli stessi.
2. Il sindaco, il presidente della provincia e le rispettive giunte cessano dalla carica
in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla
maggioranza assoluta dei componenti il consiglio. La mozione di sfiducia deve essere
motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati e viene messa in
discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.
Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del consiglio e alla nomina di
un commissario ai sensi delle leggi vigenti.
Art. 37 bis.
Dimissioni, impedimento, rimozione, decadenza, sospensione o decesso del sindaco o del
presidente della provincia. -
1. In caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del
sindaco o del presidente della provincia, la giunta decade e si procede allo scioglimento
del consiglio. Il consiglio e la giunta rimangono in carica sino alla elezione del nuovo
consiglio e del nuovo sindaco o presidente della provincia. Sino alle predette elezioni,
le funzioni del sindaco e del presidente della provincia sono svolte, rispettivamente, dal
vicesindaco e dal vicepresidente.
2. Il vicesindaco ed il vicepresidente sostituiscono il sindaco e il presidente della
provincia in caso di assenza o di impedimento temporaneo, nonché nel caso di sospensione
dall'esercizio della funzione adottata ai sensi dell'articolo 15, comma 4-bis, della legge
19 marzo 1990, n. 55, come modificato dall'articolo 1 della legge 18 gennaio 1992, n. 16.
3. Le dimissioni presentate dal sindaco o dal presidente della provincia diventano
irrevocabili e producono gli effetti di cui al comma 1 trascorso il termine di venti
giorni dalla loro presentazione al consiglio.
4. Lo scioglimento del consiglio comunale o provinciale determina in ogni caso la
decadenza del sindaco o del presidente della provincia nonché delle rispettive giunte.
Art. 38. Attribuzioni del sindaco nei servizi di competenza statale. -
1. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, sovraintende:
a) alla tenuta dei registri di stato civile e di popolazione ed agli adempimenti
demandatigli dalle leggi in materia elettorale, di leva militare e di statistica;
b) alla emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti in
materia di ordine e di sicurezza pubblica, di sanità e di igiene pubblica;
c) allo svolgimento, in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, delle
funzioni affidategli dalla legge;
d) alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico,
informandone il prefetto.
2. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei
princìpi generali dell'ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti in
materia di sanità ed igiene, edilizia e polizia locale al fine di prevenire ed eliminare
gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini; per l'esecuzione dei relativi
ordini può richiedere al prefetto, ove occorra, l'assistenza della forza pubblica.
3. Se l'ordinanza adottata ai sensi del comma 2 è rivolta a persone determinate e queste
non ottemperano all'ordine impartito, il sindaco può provvedere d'ufficio a spese degli
interessati, senza pregiudizio dell'azione penale per i reati in cui fossero incorsi.
4. Chi sostituisce il sindaco esercita anche le funzioni di cui al presente articolo.
5. Nell'ambito dei servizi di cui al presente articolo, il prefetto può disporre
ispezioni per accertare il regolare funzionamento dei servizi stessi nonché per
l'acquisizione di dati e notizie interessanti altri servizi di carattere generale.
6. Nelle materie previste dalle lettere a), b), c) e d) del comma 1, nonché dall'articolo
10, il sindaco, previa comunicazione al prefetto, può delegare l'esercizio delle funzioni
ivi indicate al presidente del consiglio circoscrizionale; ove non siano costituiti gli
organi di decentramento comunale, il sindaco può conferire la delega ad un consigliere
comunale per l'esercizio delle funzioni nei quartieri e nelle frazioni.
7. Ove il sindaco o chi ne esercita le funzioni non adempia ai compiti di cui al presente
articolo, il prefetto può nominare un commissario per l'adempimento delle funzioni
stesse.
8. Alle spese per il commissario provvede l'ente interessato.
9. Ove il sindaco non adotti i provvedimenti di cui al comma 2, il prefetto provvede con
propria ordinanza.
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