La Stampa web

 

 

NOVARA Sabato 17 Marzo 2001

E Agnesina replica ad Astrea: «Le priorità sono altre»
«Via le PARABOLE abusive La moratoria è scaduta»


NOVARA Fine dei tempi regolamentari per la rimozione delle antenne paraboliche che spuntano come funghi da balconi e terrazze della città. A segnare il tempo è Piersaverio Ar, presidente di Astrea, associazione per la trasparenza e l’efficienza amministrativa. Nel giorni scorsi ha indirizzato una lettera a Mario Agnesina, vicesindaco e assessore all’edilizia privata. «Il termine di moratoria di due anni - scrive Ar - per rimuovere le parabole che non rispondono al regolamento approvato dal Comune è scaduto il 5 marzo. E in questi due anni basta guardarsi intorno: c’è stata una proliferazione di antenne collocate in disprezzo al regolamento. La possibile conseguenza per il cittadino utente satellitare è di dover ora rifare a norma l’impianto, dopo aver già sostenuto un costo per l’installazione effettuata da un operatore che non conosceva o non ha voluto conoscere il regolamento». «Poiché riteniamo - continua Astrea - che i regolamenti se ci sono vanno applicati e non siano accettabili deroghe tacite, chiediamo cosa intende fare l’Amministrazione per regolarizzare la situazione». Il vicesindaco replica: «Certo, le parabole sono spuntate anche dove non potevano. Al momento però non possiamo inviare i vigili a far togliere questi strumenti. Ogni giorno ci sono altre e più importanti priorità. Ci sono abusivismi per più gravi, ci sono continue richieste per cornicioni che si staccano e così via». Insomma, il Comune non farà alcuna guerra santa contro chi cattura i programmi via satellite dal balcone anziché dal tetto. Così, con ironia, Agnesina conclude: «Se Astrea ci fornirà nomi e indirizzi di chi ha le antenne abusive provvederemo...». Nel frattempo rivenditori e installatori di parabole continuano ad informare i clienti sull’esatta collocazione dell’impianto in ossequio al regolamento novarese. «In alcuni casi - dice un negoziante - i clienti chiedono espressamente di sistemarla in posti non consentiti. Li informiamo che quella è una soluzione provvisoria e risponderanno, anche con una multa, di quella scelta». Molti preferiscono rischiare. In nome di una provvisorietà che si prolunga nel tempo fino a diventare consuetudine. [c. bo.]