Camminando per le strade
di Novara, e' capitato a tutti di soffermarsi ad osservare qualche disegno dei
writers.Le emozioni che può suscitare tale vista sono differenti, come
diversi sono pure gli appellativi che etichettiamo agli autori.
Quelle scritte paiono a volte squarci di luce, talmente vivi, tanto creativi,
che sovente suscitano la segreta ammirazione di chi li osserva.
C'e' chi, i writers, li chiama vandali...o chi li preferisce come artisti.
Ebbene io sto nel mezzo.
Gran parte delle scritte a bomboletta sono trasposizioni di sentimenti
interiori che devono necessariamente esplodere. A chi, come me, l'arte se la
sente nel sangue, in quelle scritte spesso non vede
croste fastidiose, al contrario ammirevoli opere, cascate di colore,
espressioni di energia all'ennesima potenza.Non vi sono criteri per giudicare
tali disegni: ne' canoni, ne' regole. Per quel che vale però, esprimo il mio
modesto giudizio: le opere d'arte in genere, devono essere degne di questo
nome. Io non ho mai visto un Giacomo Balla o un Andy Warhol - tranne rare
eccezioni- scorazzare per le vie delle città ad imbrattare porte e portoni,
con la pretesa di fare propri edifici o monumenti che invece sono patrimonio
di tutti.In definitiva e' solo questo il punto: un'opera d'arte, -in questo
caso specifico- e' degna di portare questo nome solo se viene commissionata da
un ente competente. Sto cercando di dire che se il Comune di Novara incarica dei
writers per dipingere sulle grigie mura della ferrovia, ben venga! Se li
incarica per rendere più allegre vecchie pareti scrostate o antichi edifici
abbandonati, ben venga!
Tocchi di luce e di colore, anche se spesso incompresi, possono rendere più
piacevole una passeggiata in un viale che magari prima appariva grigio e
triste.
I writers dovrebbero comprendere che le loro opere non sono tele di due metri
per tre, che si appendono nei salotti o nelle camere da letto, cosicché solo
chi le acquista ha il privilegio di contemplarle. Al contrario, per quanto
meravigliose possano essere, vanno spesso ad intaccare abitazioni private,
attirando solo il disprezzo da parte di chi magari prima le amava.
Pur ammirando, se non invidiando, le doti artistiche di questi
"irriducibili", lancerei loro una provocazione: amate molto
essere avvolti da un alone di mistero, giusto? Amate polverizzarvi nel nulla
dopo aver espresso la vostra arte nascosta, giusto? Ed e' proprio questa
vostra creatività il mezzo più semplice per calpestare la comunità in cui
vivete...
Ebbene la prossima volta che andrete ad imbrattare un edificio di indubbia
rilevanza storico-artistica come il Duomo di Novara, non firmate con
geroglifici incomprensibili, ma con nome, cognome e indirizzo!
Ronzio Elena
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